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Un fatto per ogni anno /3: 1998 - 2017




Questo post, come i precedenti due del trittico, non fa altro che riprendere, ci tengo a ricordarlo, un'idea originale del blog Arcani di Marco Lazzara. Unica variazione di rilievo: solo in pochi casi sono davvero riuscito a limitarmi a un solo fatto per anno. Ne troverete più spesso elencati due o tre.
Come la volta scorsa, riprendo il filo del discorso da dove lo avevo interrotto. Correva quindi l'anno...

1998: Si comincia proprio male, con un anno all'apparenza privo di eventi memorabili. Speriamo meglio per il seguito. Vi ricordo comunque che sono impiegato in una libreria cattolica del centro di Firenze e che dedico la maggior parte del mio tempo libero allo studio della musica e alla pratica delle arti marziali.

1999: A giugno cambio posto di lavoro e inizio a lavorare in una normale libreria generalista del centro di Firenze.
Creo, manuale di HTML alla mano, il mio primo sito web, Highnoon, dedicato alla pittura realista americana.

2000: A luglio torno a Roma per la quarta volta nella mia vita e vi rimango per dieci giorni. Il soggiorno ufficializza anche la fine della relazione con la mia compagna di sette anni di vita e di avventure.
Al mio ritorno a casa, abbandono inoltre, dopo più di tredici anni di pratica, le arti marziali.

2001: Trascorro le vacanze estive a Ibiza con la mia nuova compagna.
Sempre di estate, la mia strada si divide da quella di Marzia, e stavolta in modo all'apparenza definitivo.
Compongo dieci brani musicali per pianoforte e tre per pianoforte e voce per una performance di teatro e danza ispirata alle opere di Arthur Rimbaud. Una parte di quel poco che sono riuscito a recuperare, da una registrazione improvvisata con mezzi rudimentali, l'ho presentato in tre diversi post del blog:


2002: A febbraio, a casa di un'amica senese, sua interprete e traduttrice per l'Italia, incontro Eckhart Tolle, autore de Il potere di adesso e Un nuovo mondo.
Per la prima volta trascorro le vacanze estive nell'Italia meridionale, a Catanzaro Lido e Capo Rizzuto.

2003: D'estate accompagno in Svezia una cantante che si è offerta di cantare alcune mie nuove composizioni musicali e rimango folgorato dalla bellezza di Stoccolma (e delle sue donne). Trascorro ore ogni giorno a vagare per le strade in preda a una sorta di ebbrezza.
A Firenze, intanto, la crisi dell'editoria comincia a falcidiare, lentamente ma in modo inesorabile, tutte le librerie cittadine. Quella dove lavoro io dal 1999 è una delle prime a chiudere i battenti. Potrei tornare a lavorare nella libreria cattolica, che sembra immune dalla crisi, ma alla fine preferisco un umile lavoro all'aperto di letturista dei contatori del gas.

2004: Anche di questo anno non ricordo, al momento, avvenimenti di rilievo.

2005: In estate ritorno a Stoccolma, dove trovo confermate tutte le impressioni della prima volta.

2006: Trascorro le vacanze estive di nuovo al sud, tra Palinuro e Marina di Cammarota.

2007: Dopo cinque anni di porte sbattute in faccia, decido di abbandonare il progetto di realizzare un CD con le mie musiche. E per essere certo che il distacco sia definitivo vendo anche il pianoforte.
Seconda estate di fila nel Cilento.

2008: La mia amica senese mi "assume" come suo editor e correttore di bozze di fiducia.
Vacanze estive a Braedstrup, nello Jutland danese.

2009: Mi ritrovo sommerso dalle richieste di collaborazioni editoriali. Alla fine, dopo un rifiuto della ditta a concedermi un contratto part-time, mollo anche il lavoro all'azienda del gas.
In estate, terzo soggiorno a Stoccolma.

2010: Di nuovo in Svezia. Prima a Stoccolma, poi a Molkom, a poca distanza dal confine con la Norvegia, dove trascorro gran parte dell'anno. Sempre a Molkom, incontro anche lo sciamano e scrittore fantasy Caiseal Mór.
A dicembre prendo la decisione di mettere in forma definitiva (pubblicabile) almeno una parte dei miei scritti. Nasce il progetto, ancora in corso d'opera, Trilogia di Shaula.


L'incantevole biglietto da visita di Molkom in una mia foto del 2010.


2011: A giugno lascio Molkom e, dopo un ultimo breve soggiorno a Stoccolma, anche la Svezia.
Al ritorno in Italia visito, a decenni di distanza, i luoghi della Maremma dove ho ambientato L'estate dei Fiori Artici.
Creo il mio primo blog, Power Spot, dove pubblico anche delle anteprime de L'Estate dei Fiori Artici che ricevono una buona accoglienza.

2012: Trovo un disegnatore interessato, in via puramente volontaria, a creare i disegni per la mia Graphic Novel Dreamtime Returns. Dopo aver abbozzato sette o otto tavole, il disegnatore mi comunica l'intenzione di ritirarsi dal progetto. Ha tutta la mia comprensione: la ricerca iconografica necessaria alla realizzazione dei disegni dell'opera è davvero un compito improbo e soverchiante.

2013: In agosto decido di aderire al progetto del blog Romina Tamerici Il dedalo delle storie: nascono le prime pagine di quella che poi diventerà la mia blog novel Solve et Coagula.
A fine novembre, con Il dedalo delle storie che mostra le prime chiare avvisaglie di un'imminente chiusura, decido di aprire il mio attuale blog, all'inizio al solo scopo di continuare a ospitare la blog novel.

2014-2017: Non voglio aggiungere altre parole mie, dopo le tante che nello stesso periodo di tempo hanno trovato posto spontaneamente nel mio blog. Voglio invece rubare quelle di una delle tante canzoni-capolavoro del grande Leonard Cohen, specificando che vi trovo racchiusi, in buona sostanza, lo spirito e la forma di questi ultimi anni così come io li ho vissuti e li sto tuttora vivendo.


Leonard Cohen: Waiting for the Miracle (Album: The Future, 1992)

Lyrics:

Baby, I've been waiting,
I've been waiting night and day
I didn't see the time,
I waited half my life away
There were lots of invitations
And I know you sent me some
But I was waiting
For the miracle, for the miracle to come
I know you really loved me
But, you see, my hands were tied
And I know it must have hurt you,
It must have hurt your pride
To have to stand beneath my window
With your bugle and your drum
And me I'm up there waiting
For the miracle, for the miracle to come
Ah I don't believe you'd like it,
You wouldn't like it here
There ain't no entertainment
And the judgments are severe
The Maestro says it's Mozart
But it sounds like bubble gum
When you're waiting
For the miracle, for the miracle to come
Waiting for the miracle
There's nothing left to do
I haven't been this happy
Since the end of World War II
Nothing left to do
When you know that you've been taken
Nothing left to do
When you're begging for a crumb
Nothing left to do
When you've got to go on waiting
Waiting for the miracle to come
I dreamed about you, baby
It was just the other night
Most of you was naked
Ah but some of you was light
The sands of time were falling
From your fingers and your thumb
And you were waiting
For the miracle, for the miracle to come
Ah baby, let's get married
We've been alone too long
Let's be alone together
Let's see if we're that strong
Yeah let's do something crazy,
Something absolutely wrong
While we're waiting
For the miracle, for the miracle to come
Nothing left to do
When you know that you've been taken
Nothing left to do
When you're begging for a crumb
Nothing left to do
When you've got to go on waiting
Waiting for the miracle to come
When you've fallen on the highway
And you're lying in the rain,
And they ask you how you're doing
Of course you'll say you can't complain
If you're squeezed for information,
That's when you've got to play it dumb
You just say you're out there waiting
For the miracle, for the miracle to come

E voi? Avete una canzone che vi sembra adatta a fare da colonna sonora alla vostra attuale situazione di vita? Se poi qualche coraggioso si vuole lanciare e proporre "una canzone per ogni anno"... 


* * *


L'immagine di apertura è un dettaglio di copertina dell'album The Future di Leonard Cohen.

Commenti

  1. Posso dire di conoscerti meglio, ora? No !
    Ma so che sei una persona poiedrica e ricca d'iniziative.
    E' stato un piacere e ora attendo la Triologia.
    Cristiana

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    Risposte
    1. Direi proprio di sì, Cristiana. Non mi sono mai rivelato così tanto come in questi tre post. Del resto se si accetta di sottostare a qualcosa o si fa per bene o non si fa, no?
      Per la Trilogia, temo che ci sarà ancora da aspettare un po'...
      Grazie mille della visita e del commento. A presto rileggerci :-))

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  2. Insomma, dicevi "poi diventa più calma", ma anche la tua vita più "calma" è comunque più movimentata della mia :-D
    Una canzone che ho considerato per anni la mia colonna sonora esistenziale è "All apologies" dei Nirvana. Per l'istante attuale sono indeciso...

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    Risposte
    1. Ma tu sei anche padre e marito. Non è che puoi fare lo scavezzacollo più di tanto ;-)
      Grazie per il titolo della canzone, che ho ascoltato. Vediamo se altri partecipano al sondaggio...

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  3. Invidio moltissimo le tue incursioni in Svezia & Co., sappilo *__*
    La canzone che hai scelto, sono sincera, non me la sarei mai aspettata o.O (bellissima, ovviamente).

    Quella che può rappresentare questa fase della mia vita è I will survive, in riferimento a tutte le persone che non ci sono state mai per me. Un po' un... andateci in coro XD

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    Risposte
    1. La Svezia è a un tiro di schioppo, Glò... meno di due ore di aereo. E i biglietti sono economici. Puoi soddisfare facilmente il desiderio ^___^
      Riguardo la canzone, ho visto che hai espresso la stessa sorpresa anche su G+. Ma perché così sorpresa?

      Grazie per aver indicato la tua canzone, che ovviamente conosco :-)

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    2. Perché mi dà una sensazione di stasi che per come ti "vedo" non ti appartiene... "attendere qualcosa", non so...

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    3. Sarà perché io lo vivo come la conseguenza più naturale di tutto il mio percorso... un po' come un fiume che alla fine sfocia in un lago. O il viaggio finisce lì, oppure riprende, al tempo dovuto, dalla sponda opposta... chissà ^^

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  4. Si vede come quest'ultima sia la fase della maturità e delle scelte importanti, quelle che hanno tracciato i tuoi ultimi passi finora. Quel 2000 fu l'anno del cambiamento, quella "crisis" che hanno saputo teorizzare bene i greci. Belle anche le esperienze oltre confine.
    Così come i tuoi componimenti. Ne ho ascoltato uno, decisamente facesti bene a tentare la strada della pubblicazione. Si presterebbero anche a diventare colonne sonore per sceneggiati.

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    1. In realtà i discografici sarebbero stati ben lieti di pubblicarmi, Luz... però a mie spese, perché erano già finiti i tempi delle vacche grasse e loro di rischiare soldi manco a parlarne. Solo che auto-pubblicarsi un cd non è esattamente la stessa cosa che auto-pubblicarsi un libro, soprattutto quando si è compositori puri e non anche esecutori delle proprie composizioni.
      Se la nuova fase, come suggerisci, è iniziata a Roma, forse dovrei decidermi a farvi ritorno prima o poi, per vedere se se ne apre una ulteriore ^__^

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  5. Insisto nel dire che trovo le tue esperienze ricchissime di fascino (e pazienza se ci sono state porte sbattute in faccia... lo dico a te per ricordarlo anche a me stessa...). Le tue tre tracce musicali mi sono piaciute molto, soprattutto o sainsons, o chateaux!, che ho trovato dolcissima (e che voce stupenda la cantante!). Il brano di Cohen che hai scelto per esprimere la forma e lo spirito degli anni più recenti è da pelle d'oca e non aggiungo altro ... io non so quale brano selezionare per parlare della mia attuale situazione. Devo pensarci e poi torno a scrivertelo.

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    1. In realtà quel brano è l'unico in cui la cantante non abbia stonato, Clementina... anche per questo non mi sono sentito di proporre nel blog gli altri due pezzi cantati ;-)
      La cantante che ho trovato dopo, la svedese, era invece molto brava, ma purtroppo le registrazioni con lei, che erano anche di qualità migliore, sono andate irrimediabilmente perdute. Così come la mia prova d'esame al conservatorio. Sono stato abbastanza stupido da non fare copie di riserva.
      Venendo a cose più allegre, sono contento che il brano di Cohen ti trasmetta sensazioni analoghe a quelle che trasmette a me. Aspetto la tua canzone, allora (se la trovi facilmente, sennò non ti dar pena).

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    2. Eh ma io ho i radar per beccare quello che non si dovrebbe ;-)
      :-D... invece per la canzone non c'è niente da fare per oggi. Mi si è innestata nel cervello Brown eyed girl, ormai da ore, e non c'è verso che riesca a rimuoverla... :)

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    3. No, sulla voce di per sé hai ragione... è una bella voce. Ha anche tentato la strada di Sanremo con una canzone che non era affatto male, ma è stata bloccata in una delle innumerevoli fasi di selezione dei pezzi precedenti il concorso canoro vero e proprio.
      Per il pezzo, prova con Dark eyed sister, forse funziona da antidoto ;-)

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  6. Un modo comodo e veloce per conoscerti meglio. :-)

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    1. Diciamo che non sono un grande fan dell'anonimato, Raffaele. E che non mi crea nessun particolare problema svelarmi (nei limiti del possibile) ^___^

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  7. Ciao Ivano, gli episodi che hai raccontato mi hanno fatto conoscere un artista poliedrico e fortunato: vivi la vita che ti sei scelto e non è da tutti. Hai pensato a un'autobiografia? La canzone che rappresenta il mio oggi è Zion di Lauryn Hill

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    1. Benvenuta Rosalia e grazie del commento, anche se forse non è la prima volta in assoluto che ti fai viva nel mio blog.
      Riguardo all'autobiografia, sappi che la letteratura autobiografica è il mio genere preferito e i suoi due maggiori rappresentanti, Marcel Proust e Henry Miller, i miei scrittori preferiti. Anch'io scrivo autobiografico sebbene, a differenza di loro, aggiungo anche un elemento di fantastico di cui non riesco proprio a fare a meno.
      interessante, anche dal punto di vista musicale, la canzone che hai scelto e che non conoscevo :-))

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  8. Pensa che io mi sono diplomata nel 2003 sotto il torrido sole di luglio e tre anni dopo, sempre a luglio, mi sono laureata!
    Che ricordi :-)
    Un abbraccio e grazie per i tuoi excursus, molto interessanti.
    Franny

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    1. Non per niente gli hanno dedicato la canzone... Luglio col bene che ti voglio... Ya ya ya ya... :-)

      Grazie mille a te per il gradimento :-)
      Un abbraccio

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  9. Per quanto riguarda la folgorazione in terra di Svezia e a Stoccolma, eccomi spiegata la tua risposta alla domanda sui déja vu ("Eccome"). A me non era capitato un fenomeno così intenso, ma posso dirti che, quando finalmente sono riuscita ad approdare a Parigi, mi sono sentita a casa mia. E non ho mai mancato di rinnovare le mie visite, tanto è vero che ci sono stata quattro volte.

    Comunque non ti manca certo il talento, Ivano! Delle tue composizioni, mi è piaciuta molto la prima Dans une magnifique demeure... tanto per rimanere in tema di casa.

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    1. In effetti Stoccolma è stato l'unico posto della mia vita dove, quando arrivavo, avevo la sensazione di tornare a casa e, quando me ne andavo, avevo la sensazione di partire per l'estero.

      Grazie del bel complimento, Cristina! Dans une magnifique demeure è una frase che proviene da una delle Illumination di Rimbaud. Nello spettacolo era il brano finale.

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  10. Con la tua vita potresti scrivere dieci romanzi Ivano!

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    1. Henry Miller, maestro della letteratura autobiografica, ha scritto una volta: "Non bastano duemila libri a esaurire il contenuto di una vita umana" ;-)

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  11. Direi che sei approdato al 2017 alla grande, pure con colonna sonora: la canzone di Cohen sempre una garanzia, le tue produzioni musicali una piacevole scoperta.
    Sei un artista poliedrico, Ivano e la tua vita lo racconta.

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    1. E' stato un finale a sorpresa anche per me, Marina. Ma l'essenziale di quel che ho combinato negli ultimi tre anni è scritto nel blog... perché aggiungere altre parole? Molto meglio una colonna sonora :-)
      Adesso sono soprattutto un artista in cerca di collaboratori, ma in particolare mecenati, che mi aiutino a portare a termine le incompiute. A parte la scrittura, intendo...

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