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Meriem, la prima tarzanide /3




Meriem, come già accennato di passaggio nel post precedente, è solo apparentemente la figlia dello sceicco. Il suo vero nome è in realtà Jeanne Jacot ed è figlia di un militare francese, Armand Jacot, principe di Cadrenet ma anche convinto repubblicano, che evita per questo di fregiarsi pubblicamente del titolo. Lo sceicco l'aveva soltanto rapita mentre il padre era dislocato in Africa, come generale della legione straniera. E' forse a causa di tutto ciò che la nostra jungle girl va presto incontro a una strana mutazione fisica che la caratterizzerà, sebbene a fasi alterne, per alcuni decenni? Quel che succede è presto detto: sebbene il suo creatore Edgar Rice Burroughs dica e ribadisca in The Son of Tarzan che i suoi capelli sono neri, così come mostrato sia sulla copertina di All-Story Weekly del 4 dicembre 1915 sia nelle illustrazioni interne della prima edizione in volume del 1917, Meriem diventerà bionda sulle copertine di varie edizioni successive del romanzo.


Appare per la prima volta bionda sull'immagine di copertina nella prima edizione inglese (Methuen & Co., London 1919), dipinta da certo Champneys.



E bionda rimane nell'edizione inglese in brossura (Newnes, London 1929), con copertina di certo Wooley.



Il romanzo viene poi riproposto all'inizio degli anni trenta da un diverso editore, Ransom di Londra, ma nello stesso formato, prezzo e numero di pagine dell'edizione Newnes. Probabile segno che era abitudine della tipografia, che ha stampato entrambi i volumi, di conservare le lastre originali per servirsene all'uopo. La copertina è differente, ma sempre firmata da Wooley, che non si è nel frattempo pentito della sua scelta: per lui Meriem continua a essere bionda.



Dobbiamo aspettare il 1934, e una nuova riedizione del romanzo da parte della Meuthen & Co., cioè proprio dello stesso editore che l'aveva presentata per la prima volta bionda, perché Meriem riacquisti, nella copertina di G. W. Goss, la sua capigliatura nera.



Non significa però che la questione sia finalmente chiarita. Meriem torna a essere bionda negli anni sessanta, in una copertina di Edward Mortelmans per la casa editrice londinese Four Square.



E non si tratta neppure, come tutto farebbe pensare, di un'esclusiva dell'oltremanica. Dall'altro lato dell'Atlantico, in America, l'edizione paperback della ACE del 1963 presenta in copertina la seguente immagine firmata da Frank Frazetta, illustratore molto noto anche per essere un grande fan di Edgar Rice Burroughs.



Di rimbalzo in Inghilterra, nel 1967 la Green Dragon presenta un'edizione ridotta per ragazzi del romanzo, ancora una volta con Meriem bionda in una copertina forse di nuovo di Edward Mortelmans.



Occorre un illustratore altrettanto noto di Frazetta, Neal Adams, perché la verità sia ristabilita, nel suo dipinto degli anni '70 per la copertina dell'edizione paperback della Ballantine.



L'ultima immagine di questa rassegna, che comprende non tutte le edizioni di The Son of Tarzan ma bensì solo quelle sulla cui copertina è raffigurata Meriem, ha una provenienza diversa, sebbene sia opera di un artista, Joe Jusko, che si è occupato, negli anni '90, di disegnare copertine per i romanzi di Edgar Rice Burroughs. La Meriem di Jusko, nerissima di capelli, proviene infatti dall'Edgar Rice Burroughs Collection, un set di 60 trading cards pubblicato nel 1995. La card con Meriem è la numero 35 e si intitola Death Throes. La didascalia sul retro recita: So who needs a knife when your significant other is a babe with a mean spear?!



Rimane adesso solo da vedere il trattamento ricevuto dalla nostra prima tarzanide nel mondo dei fumetti. Nel prossimo post. 



* * * L'immagine di apertura del post è: Richard Hexcox, Meriem (detail) * * * 


Commenti

  1. Però hai pubblicato post tutto agosto Ivano! Su Meriem ammetto la mia totale ignoranza, anche se da ragazzina vedevo tutti i telefilm di Tarzan...

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    1. Eh sì, Giulia, niente pausa agostana per me. Più probabile che ci sarà quella dicembrina ;-)

      Meriem è apparsa solo in un film del 1920, che non è neanche mai stato distribuito in Italia. Per sapere di lei non basta aver seguito il Tarzan televisivo o cinematografico. Bisogna aver letto i primi romanzi di Burroughs oppure essere incappati in una delle rare storie a fumetti che la vedono protagonista.

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  2. Però le copertine spesso sono fatte da disegnatori che magari neppure conoscono i dettagli della storia, hanno solo un'infarinatura generale datagli dall'editore. Ecco, io colpevolizzerei più l'editore che dovrebbe dirgli: mi raccomando, la ragazza deve essere mora.

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    1. Esatto, Ariano. Molti anni fa ascoltai un'intervista a Karel Thole in TV dove spiegava che per dipingere le copertine di Urania non doveva leggere l'intero numero, ma solo il gruppetto di pagine indicatogli da Fruttero e Lucentini.
      Il fatto però che la svista sui capelli di Meriem si sia ripetuta nel tempo con così tanti editori diversi mi fa pensare che gli stessi editori e/o redattori si limitino spesso a leggere una sinossi del romanzo, forse per risparmiare tempo e denaro.

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  3. Splendido post, e a quanto già detto anche nei commenti aggiungo che spesso le case editrici danno indicazioni sulle copertine che spesso non hanno molto a che vedere con il contenuto del libro. Magari in un periodo il reparto marketing diceva che "tiravano" più le bionde... D'altronde dagli anni Cinquanta fino ai Novanta erano solo le bionde ad arrivare dallo spazio in cerca di maschi per riprodursi: ogni epoca ha il suo colore di capelli :-P
    Davvero strano che il personaggio non abbia avuto spazio nel mare di prodotti cine-televisivi su Tarzan.

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    1. Sì, avevo pensato alla possibilità che fosse una strategia di marketing, però alla fine controproducente, perché il lettore non può non notare che la protagonista in realtà è mora.
      Riguardo invece al mancato utilizzo su schermo del personaggio, la scelta di Hollywood era stata quella di non far mai sposare Tarzan e Jane e quindi non era contemplato nessun figlio biologico della coppia. Scomparso Korak era più o meno inevitabile che scomparisse anche Meriem. Del resto lo stesso Burroughs è stato il primo a sbarazzarsi presto di entrambi i personaggi, che non ha più nominati dopo il decimo romanzo del ciclo.

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    2. Ci sarà un motivo se Eva e Diabolik hanno letti separati, no? Se non ti sposi vivi nel peccato, quindi occhio! :-D
      Nella nostra prossima chiacchierata sul fumetto dovremo parlare della "moralità" nei fumetti che raccontano in realtà avventure che potrebbero non esserne vincolate: se parlo di un ladro o di un assassino, non dovrebbe essere vincolato ai dogmi cattolici, come invece è. (La Nikita americana del 2011 beve latte: può uccidere decine di uomini, ma non avendo ancora 21 anni le è proibito bere alcolici! Proibito da chi, poi?)
      Nel mio viaggio Z nei film di Tarzan ho incontrato "La furia di Tarzan" (1952) in cui il protagonista adottava un ragazzino e lo portava da Jane, che non batteva ciglio: te lo immagini oggi un uomo in mutande che si prende un ragazzino nudo per strada e se lo porta a casa? Davano fuoco al film e al regista! :-D
      Comunque sono arrivato agli anni Sessanta coi film di Tarzan e già dagli inizi dei Cinquanta - finita cioè la storica èra di Weissmuller - Jane non ha più la minima importanza, anzi: in molti film neanche Tarzan conta, essendo tutta le pellicola incentrata sulle facce buffe di Cheeta!
      Non so se l'abbandono di "moglie e figlio" sia stato dettato dal fatto che non era un'unione "sacra" - motivazione che invece probabilmente spiega la saltuaria adozione di ragazzini, visto che a Tarzan e Jane non era consentito copulare - oppure se semplicemente dopo cinquant'anni di film senza sosta gli sceneggiatori non sapevano più che diavolo far fare a Jane, che in pratica a parte essere rapita dal cattivo di turno non faceva altro.
      E poi con i Sessanta arriva lo spy-action, così Tarzan nel '66 veste addirittura in giacca e cravatta ed è protagonista di un intrigo internazionale! (in "Tarzan nella valle dell'oro", 1966).

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    3. In realtà il Tarzan in giacca e cravatta è quello di Edgar Rice Burroughs, nei cui romanzi Tarzan/Lord Greystoke quando non è in Africa vive nella sua lussuosa residenza londinese e partecipa alle sedute della camera dei Lord.
      Il Tarzan che vive seminudo sugli alberi, anziché vestito in un comodo bungalow nella sua vasta tenuta africana, è uno dei motivi per cui Burroughs detestava il Tarzan hollywoodiano, al punto che quando poteva evitava anche di guardarli i film. E il motivo per cui alla fine ha fondato una propria casa di produzione, per realizzare i film di Tarzan come li voleva lui, quelli con Herman Brix.

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    4. Forse i film puntavano più su lontane terre esotiche mostrate su grande schermo, che magari piacevano di più al pubblico. Non avrebbero girato circa cento film se il Tarzan in mutandoni non fosse piaciuto :-P
      Quindi mi spiego come mai nelle recenti avventure della Dynamite - come il delizioso crossover con Sheena - Tarzan è vestito di tutto punto..

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    5. Anche il fumetto si è adeguato in gran parte al modello cinematografico e ha reso a lungo Jane un personaggio del tutto marginale. Di Korak e Meriem, naturalmente, neanche l'ombra. Le cose sono cominciate a cambiare con l'avvento di Russ Manning, cioè dalla fine degli anni '60, sebbene a fasi alterne.

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  4. Probabilmente all'epoca nell'immaginario collettivo era più attraente la donna bionda. Anche "King Kong" ha una speciale predilezione per una donna bionda, a meno che anche lei non sia cambiata rispetto agli intenti iniziali...

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    1. Ann Darrow di King Kong mi risulta essere sempre stata bionda, senza indecisioni ^^
      Nel caso di Meriem, ci sta sia una distrazione degli editori che una scelta volontaria per ragioni di marketing.

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