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Solve et Coagula - Pagina 169

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Parte II - Capitolo 3 /10
A Massimo era apparso sempre più chiaro, con il passare dei giorni, che i punti di riferimento su cui Paula si basava per i loro spostamenti appartenevano in buona misura a un passato remoto, nei limiti in cui può essere remoto il passato di una ragazza di ventisei anni. Lei doveva sì aver studiato a tavolino più dettagli utili possibile prima della partenza dall’Inghilterra, ma sembrava anche aver dato per scontato, dimostrando non poca ingenuità, che nel corso di un paio di decenni le cose fossero rimaste pressoché immutate sulla costa settentrionale della Francia. La riprova della fondatezza di questo suo sospetto Massimo la stava avendo in particolare ora che erano arrivati alla fine del sentiero che dai dintorni di Cancale portava a Pointe du Groin, un promontorio roccioso che sul suo lato orientale si affacciava sulla baia di Mont-Saint-Michel. A parte l’afa, che ancora all’equinozio di autunno non sembrava disposta ad allentare la sua morsa, la loro cam…

Insieme raccontiamo 24: Cervo e Serpente

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Insieme Raccontiamo compie due anni. E Patricia Moll celebra prorogando la scadenza del gioco al 10 settembre e lasciando libertà di lunghezza. Ma potrete meglio soddisfare ogni curiosità al riguardo abbeverandovi direttamente alla fonte, cioè al consueto post di lancio dell'iniziativa. Di lì proviene la bella foto in alto e sempre lì, lo ricordo ogni volta, troverete le prove di tutti gli altri partecipanti (in attesa del consueto riepilogo generale).


#insiemeraccontiamo
#scritturebrevi

Venendo ora alla mia di prova, stavolta il mio seguito è stato segnato fin dal primo momento in cui ho letto l'incipit di Patricia. Con quell'immagine del cervo che scappa e del serpente che attacca non potevo infatti non pensare alla poesia di Kenneth PatchenThe Deer and the Snake, che ho deciso perciò di farvi entrare a ogni costo anche se non avevo idea di come. Alla fine ne sono comunque venuto a capo, in un modo o nell'altro.

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L'incipit di Patricia
Ci son strade che portano o…

Meriem, la prima tarzanide /5

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Finora ho scritto questa serie di post su Meriem, da me incontrata per la prima volta all'età di dieci anni sulle pagine del romanzo Il figlio di Tarzan di Edgar Rice Burroughs, con grande piacere e divertimento. Non sarà così nel caso di questo quinto capitolo, dove devo occuparmi della parte di gran lunga meno entusiasmante dell'accidentata carriera della prima tarzanide. Ma poiché mi sono proposto di documentare ogni cosa passo per passo, non mi resta che stringere i denti e continuare a svolgere il mio dovere di narratore. E in fin dei conti è anche vero che il negativo fa risaltare meglio il positivo, almeno in casi innocui come questo.
Tutto comincia, stavolta, nel 1972, anno del cambio di casa editrice delle due collane a fumetti Tarzan of the Apes e Korak Son of Tarzan, che passano, rispettivamente dal numero 207 e dal numero 46, dalla Dell/Gold Key alla DC Comics, la casa editrice famosa per i personaggi di Superman e Batman. Interessa qui in particolare la seconda pub…

Meriem, la prima tarzanide /4

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Dall'8 aprile al primo luglio 1920, cioè nello stesso anno di uscita del film, il giornale Indiana Weekly Messenger ospita, in 14 installazioni di una pagina ciascuna, il romanzo The Son of Tarzan, con il testo però raggruppato in diciotto anziché ventotto capitoli come nell'originale di Edgar Rice Burroughs. Ognuna delle quattordici installazioni è preceduta dalla seguente illustrazione di apertura.



Chi l'ha realizzata è chiaramente lo stesso autore, a me ignoto (non sono neanche riuscito a decifrare la firma), delle immagini che intervallano qua e là il testo, alcune delle quali, naturalmente, raffigurano anche Meriem. Ecco tre esempi prelevati da tre diverse pagine, nell'ordine la IX, la X e la XIII.

Nell'immagine a sinistra Meriem è insieme a Tarzan e a Jane, che si trovano in Africa alla ricerca del figlio Jack. Non sanno ancora che il Korak di cui Meriem fa menzione è in realtà proprio loro figlio. L'immagine al centro mostra invece Meriem con il suo corteg…

Meriem, la prima tarzanide /3

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Meriem, come già accennato di passaggio nel post precedente, è solo apparentemente la figlia dello sceicco. Il suo vero nome è in realtà Jeanne Jacot ed è figlia di un militare francese, Armand Jacot, principe di Cadrenet ma anche convinto repubblicano, che evita per questo di fregiarsi pubblicamente del titolo. Lo sceicco l'aveva soltanto rapita mentre il padre era dislocato in Africa, come generale della legione straniera. E' forse a causa di tutto ciò che la nostra jungle girl va presto incontro a una strana mutazione fisica che la caratterizzerà, sebbene a fasi alterne, per alcuni decenni? Quel che succede è presto detto: sebbene il suo creatore Edgar Rice Burroughs dica e ribadisca in The Son of Tarzan che i suoi capelli sono neri, così come mostrato sia sulla copertina di All-Story Weekly del 4 dicembre 1915 sia nelle illustrazioni interne della prima edizione in volume del 1917, Meriem diventerà bionda sulle copertine di varie edizioni successive del romanzo.

Appare per …

Meriem, la prima tarzanide /2

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Nel romanzo The Son of Tarzan, Meriem ha, tra le altre caratteristiche, quella di essere rapita in continuazione, talvolta con l’opzione aggiunta del tentativo di stupro. Rapita in origine da uno sceicco arabo, si trova poi nel corso del romanzo a esserlo da scimmioni, indigeni africani, uomini bianchi e di nuovo dallo stesso sceicco. La storia racchiude inoltre un po' tutti i cliché del romance tradizionale: i due protagonisti che a un certo punto della vicenda credono l'amato/a morto/a; il rivale in amore che giunge a un passo dal realizzare il proprio progetto prima che la "resurrezione" del vero amato rimetta tutto in gioco; il "colpo di scena" finale, dove si scopre che dietro le spoglie della trovatella araba si nasconde in realtà una aristocratica europea - così che è anche abolito ogni possibile ostacolo di convenienza sociale alla celebrazione delle nozze, giacché i due innamorati si scoprono di pari rango. E ciò nonostante, un Edgar Rice Burroughs

Marlowe vs Phantom - Lucius Etruscus mi intervista sul fumetto!

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Tra i tanti piccoli avvenimenti che hanno caratterizzato questa mia tutt'altro che inattiva estate si è insinuata, molto gradita, anche la richiesta da parte del noto e attivissimo blogger Lucius Etruscus di sottopormi una serie di 11 (undici) domande sul fumetto. Un vero invito a nozze per me. Leggerete, beninteso, del mio personale rapporto con la nona arte, sebbene non mi sia astenuto dall'esporre, ogni volta che lo reputavo utile, una serie di dati oggettivi, che mi auguro potranno interessare anche chi ha gusti diversi dai miei. Mi pare, del resto, che lo stesso Lucius abbia voluto sottolineare con divertimento questa caratteristica dell'intervista, facendomi indossare i panni di uno dei miei personaggi preferiti, The Phantom, e battagliare con il suo Marlowe, che se interpreto bene impersona, per l'occasione, l'Etrusco con i suoi personali gusti in materia.
Questo sono i link ai cinque post in cui si divide l'intervista, pubblicata sul blog Non quel Marlowe