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Visualizzazione dei post da Maggio, 2016
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Solve et Coagula - Pagina 147

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Parte II - Capitolo 2 /3
Forse le cose intorno a lei avevano cominciato a cambiare fin dalla sera stessa in cui aveva assistito con Giulia alla conferenza di Eva Luna. Era passato meno di un mese da allora, ma gli eventi successivi si erano talmente accavallati che le sembrava trascorso tantissimo tempo. Oppure il vero inizio di tutto era stato quando Alessandra aveva preso in affitto la stanza del suo appartamento? Si ricordò della conversazione che aveva avuto con suo padre quell'ultima domenica, e in particolare di quello che lui le aveva detto a proposito dei flashback della sua lontana esperienza con l’acido lisergico. A differenza di quel che accadeva di solito, le aveva spiegato, lui non ne aveva avuti fino a poco più di due anni prima, cioè di gran lunga fuori tempo massimo. E a poco più di due anni prima risaliva appunto il primo incontro tra lei e Alessandra.

The Studio Section 3 - Berni Wrightson /2

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Ho frequentato per dodici anni le scuole cattoliche e avevo sempre problemi perché disegnavo in classe. Primo, nelle scuole cattoliche non insegnavano né amavano il disegno; secondo, disegnare dinosauri e mostri non era considerato qualcosa di salutare; terzo, e soprattutto, non apprezzavano che io disegnassi. Ogni volta che mi legavano, dovevo dire: "Grazie sorella"... La mia capacità di attenzione era molto limitata. Scivolavo dentro e fuori dai sogni a occhi aperti come fossero blusotti. Se uscivamo per giocare a baseball, mi sedevo al centro del campo e mi mettevo a osservare i sassi, le chiocciole e gli animaletti che si arrampicavano sull’erba.*
Proprio così. Il giovane Berni compie tutto il suo itinerario scolastico, dalla materna alla fine delle superiori, all'interno di istituti cattolici. "E' per quello che adesso disegno tutta questa roba d'orrore" ci scherzerà su, ma non troppo, in seguito.Alla sua prima istruzione artistica provvede invece l…

The Studio Section 3 - Berni Wrightson /1

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Il piccolo negozio di dolciumi vicino casa era il paradiso per un bambino di sei anni. Accanto al consueto assortimento di dolciumi ricoperti al cioccolato e le grandi macchine rosse che distribuivano Coca Cola ghiacciata, il negozio aveva una quantità di fumetti. Il raccoglitore a vetri a destra dell’ingresso era predisposto ad accoglierli, completo di panchine di legno grandi abbastanza da permettere a un bambino di stare comodamente seduto. Se non avevi tutti e dieci i centesimi necessari a comprare il giornalino, per due cent avevi la possibilità di leggerne uno a tua scelta. Dovevi solo pagare la gentile vecchia signora che gestiva il negozio, sederti sulla panchina davanti alla vetrina e leggere finché ne avevi voglia.
Un bambino con pochi soldi in tasca ma una gran voglia di leggere ci andava con una banda di amici, ognuno pagava i due centesimi al negoziante, e tutti si passavano il giornalino tra di loro. In questo modo un bambino poteva leggere fino a una mezza dozzina di ti…

Solve et Coagula - Pagina 146

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Parte II - Capitolo 2 /2
Abbassò solo per un momento gli occhi sulla prima pagina, quella con l’articolo di testa che la riguardava in prima persona, ma quando poi risollevò lo sguardo, lo strano individuo che lei sospettava essere Fabrizio si era già dileguato, con ogni probabilità nel fiume di folla.Luisa decise allora di entrare nel bar d’angolo tra la strada e la piazza, uno dei locali storici del centro di Firenze, così da potersi mettere seduta a leggere mentre sorseggiava una cioccolata calda. Le sarebbe costato almeno quindici euro, ma questo era ormai per lei un dettaglio senza importanza, proprio come lo sarebbe stato per qualcuno che avesse deciso di suicidarsi ma anche, primadi farlo, di dedicarsi per un’ora o due alla pazza gioia.

Insieme raccontiamo 9: L'agente segreto

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Anche per questa volta i troppi impegni mi impediscono di raddoppiare e devo limitarmi al solo spunto offertomi da Patricia Moll con la sua rubrica Insieme raccontiamo, giunta al nono appuntamento mensile. Si tratta come saprete, di completare con un racconto di 200/300 caratteri, o 200/300 parole, un incipit proposto da Patricia. So bene che potrei più semplicemente pubblicare queste schegge di narrativa nello spazio che ci mette a disposizione il blog Myrtilla's House, ma amo troppo racchiuderle in questa mia cornice per non concedermi il lusso di sfidare, una volta al mese, le remore che ho a pubblicare post più brevi della media a cui penso di aver abituato chi mi segue e dimostra di apprezzare il mio lavoro.


#insiemeraccontiamo #giochi


L'incipit di Patricia
Altissimo, di una magrezza spaventosa, vestito di nero pareva una stecca di liquirizia andata a male.
Al suo passaggio, tutti provavano una strana sensazione. Un misto di paura e angoscia e insieme gelo.

Il mio seguito (3…

I 50 libri che hanno cambiato il mondo e il meme dell'autobiobibliografia

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Nel marzo 2015, a un anno esatto di distanza dall'italianissimo I cento libri che rendono più ricca la nostra vita di Piero Dorfles, la Garzanti pubblica una seconda lista di libri, attingendo stavolta al mercato estero, a quello inglese per la precisione: I 50 libri che hanno cambiato il mondo (Books that changed the World. The 50 most influential Books in Human History) di Andrew Taylor. E così come mi sono a suo tempo cimentato nella lettura del libro di Dorfles per poi adattarlo al mio meme dell'autobiobibliografia, ho deciso di fare altrettanto con questo secondo titolo. Evidenziando come allora in grassetto i titoli in comune, e inserendo tra parentesi il numero di preferenze con cui essi compaiono nella Lista collettiva dei 100 libri dei blogger (anche detta Lista delle liste)*.

Liebster Award 2016 edition (Il ritorno) e una Nota su Solve et Coagula

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 1. Liebster Award - Il ritorno
Dopo le graditissime assegnazioni di Ariano Geta e Giulia Mancini (vedi prima parte del Liebster Award 2016) ho ricevuto altri due L.A., da parte di Cristina M. Cavaliere (Il Manoscritto del Cavaliere) e Orlando Furioso (Fumetti di carta).
Avendo già assegnato a suo tempo i miei 11 award, creato la lista di domande collegata e detto 11 cose di me, quel che mi rimane da fare adesso è ringraziare di cuore Orlando e Cristina per aver pensato a me e, naturalmente, rispondere alle loro domande.

Trilogia delle Madri /2 - Le origini: Plutarco e Goethe

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Chi è disceso fino alle Madri non ha più nulla da temere.

J.W. Goethe, Faust, II,2 
* * *
Non so quanto mi costerà rompere ciò che noi alchimisti abbiamo sempre chiamato Silentium. L'esperienza dei nostri confratelli ci ammonisce a non turbare le menti profane con la nostra sapienza. Io, Varelli, architetto in Londra, ho conosciuto "Le Tre Madri" e per loro ho creato e costruito tre dimore: una a Roma, una a New York e l'altra a Friburgo, in Germania. Solo troppo tardi scoprii che da questi tre punti esse dominano il mondo col dolore, con le lacrime e con le tenebre. Mater Suspiriorum, Madre dei Sospiri, la più anziana delle tre, abita a Friburgo. Mater Lacrimarum, Madre delle Lacrime, la più bella, governa a Roma. Mater Tenebrarum, la più giovane e la più crudele, impera su New York. E io ho costruito le loro sedi oscene, scrigni dei loro segreti. Madri, matrigne che non partoriscono la vita, sorelle, signore degli orrori della nostra umanità.
Gli uomini …

Liebster Award 2016 edition

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Ariano Geta (Il blog di Ariano geta) e Giulia Mancini (Liberamente Giulia) mi hanno insignito del Liebster Award e devo ringraziarli due volte, per il premio e per avermi offerto una possibilità in più di continuare a postare anche in questo periodo in cui sul blog ci sono e non ci sono. Se infatti i post che realizzo di solito richiedono che io sia completamente "sul pezzo", come si suol dire, un post del genere di questo può anche essere scritto senza problemi nei ritagli di tempo.
Ecco il prodotto finale, punto per punto:
Punto 1) Ringraziare il blogger o i blogger che ti ha o hanno nominato:
Già fatto all'inizio del post.

Comunicazione di servizio e Terre di confine

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Causa sopraggiunti impegni, da oggi e per un paio di settimane la mia presenza sul blog, e più in generale nella blogosfera, sarà ridotta. Dovrebbe rientrare tutto nella normalità intorno al venti del mese.Vi invito intanto a leggere - e, se volete, anche scaricare - il nuovo numero di Terre di confine Magazine. Lo reperite facilmente cliccando sull'immagine che ho posizionato qui a lato, in alto nella colonna di sinistra del blog.Oltre a una riedizione, in un unico testo, della mia serie di post Il mistero di Hanging Rock, presenta molti articoli interessanti, un paio di questi scritti da amici blogger come Severino Forini di The Obsidian Mirror e Orlando Furioso di Fumetti di carta. Severino propone, nella sezione Cinema Asian, il suo articolo sul film nipponico Onibaba - le assassine, mentre Orlando ci parla di Capitan Marvel, protagonista negli anni '70 di un ciclo fumettistico - quello con i testi di Roy Thomas e i disegni del grande Gil Kane - che ho amato oltremisura ne…

Solve et Coagula - Pagina 145

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Parte II - Capitolo 2 /1
Luisa si rese conto all’improvviso del suo errore. Un errore all’apparenza assurdo visto che conosceva la zona a menadito, ma non c’erano dubbi: quella che stava percorrendo non era, come aveva creduto, la via al cui termine vi era la piazza dove si affacciava l’Hotel Minoic, ma una delle strade che le correvano parallele. Niente di irreparabile, perché le sarebbe bastato voltare l'angolo in fondo e poi percorrere tutta la piazza lungo un altro dei suoi lati per raggiungere ugualmente il Minoic, ma era comunque un segno del suo stato di stress e della difficoltà che aveva a concentrarsi sulla pur minima cosa. Ne prese atto e ricominciò a farsi strada tra la folla del carnevale - il cui parlottio, notò, le arrivava sempre più distante e inarticolato, quasi l’aria intorno a lei acquistasse spessore a ogni passo - fino al momento in cui non le si materializzò davanti, a pochi metri di distanza, lo stesso personaggio allampanato e avvolto nell’impermeabile di p…

The Studio Section Two - Mike Kaluta /4

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Come già Barry Smith, neanche Kaluta riesce a scendere a patti con la logica commerciale implicita in una produzione seriale, scandita da deadline che lo costringono a adeguarsi non ai propri tempi ma a quelli dell'edicola.Disegnare fumetti... Farlo bene dà una grande soddisfazione, ma richiede una gran quantità di tempo,diceva nella citazione con cui ho scelto di inaugurare la serie di post che gli ho dedicato, corrispondente alla Section Two di The Studio.Ma altrettanto bene gli si attaglia la dichiarazione seguente, di Barry Smith: Per alcuni professionisti del settore, creare storie a fumetti è una bazzecola che richiede ben poco in termini di investimento emozionale o concentrazione profonda. Io sono l’esatto opposto. Ce la metto tutta per infondere nelle mie storie e immagini l’impronta della mia personalità.
E tuttavia la reazione di Kaluta, mediata da un temperamento meno ribelle e impetuoso, non sembra così  viscerale come quella di Smith e neanche così netto il suo dist…