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Trilogia delle Madri /8 - La visione steineriana: Saturno, Sole e Luna




Al visionario e teosofo Rudolf Steiner fu rivelato che il nostro pianeta, prima d’essere la terra che conosciamo, passò per una fase solare, e prima per una fase saturnina. L’uomo, attualmente, consta di un corpo fisico, di un corpo etereo, di un corpo astrale e di un “io”; al principio della fase o epoca saturnina era un corpo fisico, unicamente. Questo corpo non era visibile né tangibile, perché non c’erano allora né solidi, né liquidi, né gas. Solamente c’erano stati di calore, forme termiche. I diversi calori definivano nello spazio cosmico figure regolari e irregolari; ogni uomo, ogni essere, era un organismo fatto di temperature cangianti. Secondo la testimonianza di Steiner, l’umanità dell’epoca saturnina fu un cieco e sordo ed impalpabile insieme di caldi e di freddi articolati. «Per l’osservatore, il calore non è altro che una sostanza ancora più sottile d’un gas», leggiamo in una pagina dell’opera “Die Geheimwissenschaft im Umriß”. Prima della fase solare, spiriti del fuoco o arcangeli animarono i corpi di quegli “uomini”, che cominciarono a brillare e a risplendere.

Jorge Luis Borges


Devo la scoperta di questa citazione di apertura al validissimo blogger, ed esperto borgesiano, Lucius Etruscus, che lo ha postato tra i commenti di un mio precedente post. La trovo molto adatta a riassumere il - e insieme introdurre al - contenuto, piuttosto impervio, del presente post, primo di una probabile sotto-serie di tre. Il tutto potrebbe apparire a prima vista poco in linea con il tema trattato, la Trilogia delle Madri, ma io sono viceversa convinto che tentare di dare un'idea precisa della visione steineriana delle Madri, pur negli stretti limiti consentiti da un articolo, possa dare buoni frutti. E se avrete la pazienza di seguirmi fino in fondo, rischierete alla fine di darmi pure ragione.

Ripropongo intanto, per cominciare, lo stesso calcolo dei 183 mondi a opera di Rudolf Steiner che ho presentato nella seconda parte del post precedente. Perdonatemi la ripetizione, ma ci sarà utile averlo a portata di mano.
Dapprima, tutto il divenire universale come un mondo. (1)
Questo divenire universale si articola per noi così che abbiamo delle formazioni compiute di mondi: Saturno, Sole, Luna. Voi sapete che sono tre. (3) 
Ma ognuno di questi mondi, Saturno, Sole e Luna, viene ancora ulteriormente suddiviso, analogamente a come suddividiamo anche il mondo terrestre. Suddividiamo l’evoluzione terrestre in epoche: polare, iperborea, lemurica, atlantica, post-atlantica e così via. Abbiamo sette di queste epoche, e in ognuna poi sette periodi come anche nella nostra epoca distinguiamo il periodo indiano, l’antico-persiano, il caldaico-egizio, il greco-latino, il periodo attuale e due altri che ancora seguiranno. Se trasportiamo questi calcoli su Saturno, Sole e Luna, abbiamo ogni volta quarantanove mondi consecutivi che si perfezionano. (49 x 3 = 147)
Se a questi tre mondi aggiungiamo ancora la Terra, che non è una formazione compiuta, e in questa formazione: l’epoca polare, che consta di sette periodi; l’epoca iperborea di sette, e la lemurica di sette avremo ventuno periodi. Dobbiamo a questi aggiungere i sette periodi dell’epoca atlantica e avremo ventotto. (28)
Addizioniamo ora tutti questi numeri insieme [1+3+147+28] e avremo centosettantanove.
L’epoca atlantica è finita. Plutarco viveva nel quarto periodo dell’epoca post-atlantica; dobbiamo quindi ancora aggiungere il numero quattro.
Vedete, se applichiamo il nostro modo di contare e facciamo un calcolo giusto dei singoli periodi e dei mondi interi quali si sono srotolati fino al quarto periodo post-atlantico in cui visse Plutarco, si può veramente dire che dal calcolo risultano centoottantatre mondi.
Inoltre, se prendiamo la nostra Terra su cui stiamo ancora evolvendoci e davanti alla quale non possiamo quindi parlare di una conclusione, e da questa solleviamo lo sguardo verso Saturno, Sole, Luna, vi troviamo le Madri che i misteri greci hanno espresso solo in una forma diversa: Proserpina, Demetra, Rhea.

Notiamo prima di tutto come Rudolf Steiner - fedele in questo alla tradizione della filosofia occulta occidentale - dia un particolare risalto a due numeri: il 3 e il 7. La triarticolazione in particolare permea gran parte del suo pensiero, e qui è presente fin dalla seconda "riga" del calcolo, dove compaiono i tre mondi "compiuti" Saturno, Sole e Luna (gli stessi che Steiner assimila, nel finale, alle Tre Madri di Goethe) come prima triarticolazione del divenire universale.




Sembrerebbe, a prima vista, che si parli di corpi planetari, ma Steiner si sta in realtà riferendo a qualcosa di diverso, collegato solo in maniera indiretta ai corpi planetari: sta parlando di una progressione di "stati" che, in base alla nota legge ermetica "Così in alto, così in basso", coinvolge allo stesso tempo la coscienza dell'essere umano, della Terra e del nostro sistema solare tutto. Ma lo dice senza dubbio meglio lo stesso Steiner:
Il veggente, dicendo «Terra», non intende indicare il semplice pianeta fisico, e dicendo «Sole», la sola stella fissa fisica, così, quando parla di «Giove» e di «Marte», egli intende riferirsi a vasti rapporti spirituali. La forma dei corpi celesti ed i compiti ad essi assegnati sono naturalmente cambiati da quei tempi in poi, anzi sotto un dato aspetto è cambiata anche la loro posizione nello spazio celeste; soltanto chi è capace di seguire con lo sguardo del veggente l’evoluzione di quei corpi celesti, risalendo fino a un remotissimo passato, potrebbe rintracciare il rapporto dei pianeti attuali con i loro predecessori.

Ognuno di questi stati, citati nell'ordine di progressione, porta il nome di un diverso corpo celeste: Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano. E qui sarà venuto facile a molti notare una prima fondamentale divergenza rispetto alla più nota tradizione astrologica occidentale, con la Terra e Vulcano che sostituiscono i tradizionali Mercurio e Marte, pur mantenendosi immutato il numero di sette unità. Ma stiamo appunto parlando di altro. Di cosa esattamente, cercherò di renderlo un po' più chiaro nel seguito dell'articolo, basandomi soprattutto, ma non solo, sulla parte centrale (pagine 86-197) di una delle opere basilari di Steiner, La scienza occulta nelle sue linee generali (1910, Opera Omnia 13). Dovrò inevitabilmente scremare e semplificare molto o moltissimo, ma spero che la comprensione sia comunque salvaguardata, almeno nelle linee generali.

Credo appaia già chiaro, fin dal calcolo succitato, che i tre stati evolutivi compiuti corrispondenti ai nomi di Saturno, Sole e Luna sono quelli che l'umanità - adesso coinvolta nel quarto stato evolutivo, quello terrestre - ha già attraversato (senza però, come vedremo in seguito, esserseli lasciati alle spalle). Ma gli stessi stati sono anche, in base alla legge ermetica di cui sopra, incarnazioni anteriori della Terra, la cui sostanza fisica risulta sempre più densa a ogni passaggio.

Ognuno dei sette stati può essere definito come un Grande Ciclo (o "corso planetario") che si suddivide in sette cicli più piccoli, suddivisi a loro volta in sette cicli ancora più piccoli, tutti con proprie caratteristiche peculiari. E' da questa duplice suddivisione che deriva, come è evidente, il numero 49 menzionato nella riga 3 del calcolo di Steiner. Ogni Grande Ciclo, eccetto naturalmente quello di Saturno, è caratterizzato nella sua fase iniziale da una sorta di ricapitolazione del ciclo o dei cicli precedenti, necessaria a preparare le condizioni adatte al compiersi del successivo gradino di perfezionamento. Esistono inoltre, tra una suddivisione e l’altra (anche dei cicli minori) delle "soste" o "riposi cosmici", dove un ciclo entra in uno stato spiritualizzato, paragonabile per certi versi a quello di un seme che dorme in attesa di germinare nel ciclo successivo. E in analogia con il progressivo addensarsi degli stati o incarnazioni, nel caso di questi intervalli è la loro demarcazione a essere sempre più netta di passaggio in passaggio.
Nelle parole di Steiner, un osservatore che sia in grado di seguire questo processo vedrebbe come
...sparire nel Nulla le forze e gli esseri, e dopo un periodo di tempo intermedio li vedrebbe ricomparire dall’oscurità, dal grembo dell’universo.
Soltanto un essere dotato di capacità molto più elevata potrebbe seguire i fatti spirituali che si verificano nel periodo intermedio.

Entrando ora più nel dettaglio dello stato o Grande Ciclo di Saturno,
Si potrebbe dire che l’evoluzione di Saturno si manifesta come calore.

Il condizionale usato da Steiner è d'obbligo perché, ancora una volta, cioè di cui si parla non è propriamente calore, bensì qualcosa che la nostra attuale esperienza delle cose ci fa interpretare come calore. Mentre, per quel che riguarda l'uomo, l'Antico Saturno è costituito di corpi di calore che sono il primo germe del nostro corpo fisico.
Si potrebbe anche dire che in questa fase saturnia era la tenebra. Ma si tratta in realtà di una condizione tripartita così costituita: puro calore animico, non percettibile esteriormente, che accompagna la comparsa degli “Spiriti del Moto”; pura luce spirituale, esteriormente percettibile come tenebra, che accompagna la comparsa degli “Spiriti della Saggezza” (o “Dominazioni”); pura essenza interiore, che accompagna la prima emanazione degli “Spiriti della Volontà”.
Sono le “entità eccelse” denominate Spiriti della Saggezza o Dominazioni, che operano sulle sostanze caotiche dei corpi di calore, animate dagli Spiriti del Moto, rendendoli simili a specchi in grado di riflettere la vita degli Spiriti della Saggezza stessi. Così che...
...Non si sarebbe potuto scoprire nulla di vivente su Saturno, nondimeno esso esercitava un effetto vivificatore sull’ambiente celeste che lo circondava, perché riverberava in questo, come un’eco, la vita che gli era stata mandata. L’intero Saturno appariva come uno specchio della vita celeste.

È questa la prima fase dell’evoluzione di Saturno, la fase dell’ascesa o formazione della condizione di calore.

La fase discendente ha inizio con la comparsa dei fenomeni luminosi. Mentre i "fantasmi" umani assumono una prima forma per tramite degli Spiriti della Volontà, le entità spirituali stesse arretrano. Si completa lo stato di Saturno (si è formata la prima Madre) e il processo entra nello stato di sosta. Il germe umano "dorme" e le entità spirituali acquisiscono le facoltà adatte a riprendere a operare su di esso al suo risveglio.




Nel secondo stato, o secondo Grande Ciclo, il calore si condensa in una sostanza più grossolana, di tipo gassoso o aeriforme, a cui si accompagna come elemento sottile l'etere di luce. Equivale a dire che Saturno, dopo una fase di spiritualizzazione, si incarna nell'Antico Sole (seconda Madre). Visto da un occhio attuale, precisa Steiner ne L'Apocalisse (Opera Omnia 104), apparirebbe un pianeta irradiante nel cosmo. Ma non ancora la stella che è destinata a diventare nell'eone terrestre.
Un processo corrispondente avviene sul corpo fisico umano, che in questo secondo stato si innalza al secondo grado della sua evoluzione ed è compenetrato dal corpo eterico o corpo vitale. Nondimeno, anche a questo livello, tutta la vita non è che parvenza di vita.

Nel terzo stato, il gas si condensa nell'elemento acqueo, e il componente sottile nell'etere del suono o etere chimico. Nasce l'Antica Luna (terza Madre).
[Dovrebbe essere già evidente, dalle fasi fin qui descritte, che Steiner sta chiamando in causa uno dopo l'altro i quattro elementi costitutivi della tradizione occulta: fuoco, aria, acqua, terra].
Nell’uomo affluisce il corpo astrale, mentre il corpo fisico ha raggiunto il terzo grado della sua evoluzione e il corpo vitale il secondo.

Il quarto stato è, come sappiamo, quello terrestre, tuttora in corso. Abbiamo visto finora come durante le evoluzioni di Saturno, Sole e Luna l’uomo abbia incorporato nel suo essere tre "arti" (in relazione al suo sé essenziale), così denominati: corpo fisico, corpo vitale, corpo astrale. Ha ancora da ottenere ciò che gli serve a vivere al di là di una coscienza puramente immaginativa.
All’occhio spirituale la Terra appare in questo momento dell’evoluzione come un globo cosmico interamente costituito di anima e di spirito e in cui anche le forze fisiche e vitali si manifestano ancora in forma animica. Questo corpo cosmico contiene il germe di tutto ciò che più tardi si dovrà trasformare in creature della Terra fisica. Il globo è lucente, ma la sua luce non è tale, che degli occhi fisici, se ve ne fossero, la possano percepire, e risplende soltanto di luce animica per l’occhio del veggente.

(Continua)

* * *


Le immagini di accomoagnamento al post sono opere digitali di Steve Allred.  http://steveallred.deviantart.com/

Commenti

  1. Non sono quel che si dice uno "ferrato" sull'argomento, ma se capisco bene si tratta di una sorta di fisica alternativa più che di (meta)fisica.

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    1. Chiaramente è anche e sopratutto metafisica, visto che le entità coinvolte nei processi sono riconducibili, come anticipa Borges, a enti spirituali della Tradizione come Dominazioni, Troni, angeli, arcangeli ecc. Ma credo che questo apparirà più chiaro nel seguito dell'articolo, nella parte relativa alla Terra.

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  2. Io attendo il seguito dell'articolo prima di commentare, comunque anche a me come ad Ariano sembra molto una fisica (o meglio una visione della fisica) alternativa.

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    1. Chiamiamola allora una fisica metafisica, così prendiamo due piccioni con una fava ;D

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  3. Affascinante la trattazione e l'intuizione avuta, personalmente non conosco nulla relativamente a Steiner (se non tre cosette, inutili in questo caso XD).

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    1. Hai detto bene, Glò: affascinante. E questa è una riduzione ai minimi termini che non rende certo giustizia alla vastità e complessità dell'affresco. Ma dopotutto il tema della serie di post è le Madri e non la cosmologia steineriana ;-)

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  4. Ti faccio i complimenti perché hai esposto in modo molto limpido un argomento particolarmente ostico e complesso, com'è quello della cosmologia di Steiner.

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    1. Grazie infinite Maria Teresa, ero consapevole di dover affrontare una specie di "mission impossible" e il tuo commento mi conforta.
      Se l'è cavata bene però anche Borges nella sua estrema sintesi, a parte il dettaglio che sembra essersi perso per strada la Luna.

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  5. Felicissimo di aver fatto da tramite fra Borges e te: è un grande onore e ti ringrazio di avermi citato ;-)
    E ovviamente complimenti per lo splendido pezzo.

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    1. Grazie a te per avermi offerto la chicca borgesiana. E grazie mille per la visita e i complimenti, che incamero volentieri ;-)

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  6. Io e le Madri, ormai, siamo inseparabili. :)
    Leggo gli articoli sempre volentieri, anche se questa volta mi sono ingarbugliata dentro le teorie espresse dei cicli dentro i cicli di cicli. :D
    Arriverò fino in fondo, però, eh, perché ormai sono curiosa.

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    1. Sono contento di venire a conoscenza di siffatto legame, Marina ;-)
      E credo che il discorso sui cicli ti apparirà un po' più chiaro nella prossima parte, quando mi occuperò della Terra.

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  7. Non so bene cosa commentare, essendo il post così estremamente complesso, ma l'ho comunque letto tutto con grande interesse.
    Sentendo Saturno, Sole e Luna, mi è venuto da chiedermi se non ci fosse qualche riferimento alchemico a piombo, oro e argento.
    Vulcano tra l'altro era un fantomatico pianeta che si credeva esistesse tra Mercurio e il Sole, per giustificare dei fenomeni astronomici che sono stati più avanti compresi.

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    1. Sì, mi sembra una tesi plausibile la tua, Marco.
      Anche su Vulcano, mi sembra di aver letto in passato qualcosa a proposito del fantomatico pianeta. Comunque di recente hanno chiamato un satellite di Plutone con quel nome.
      Grazie mille del bel commento! :-))

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  8. Avevo letto il testo di Steiner "La scienza occulta nelle sue linee generali" qualche mese fa e l'avevo giudicato estremamente complesso e con alcuni passaggi quasi impossibili da superare. Un vero e proprio scoglio, mentre non è stata la stessa cosa con altri suoi testi come "Teosofia". Probabilmente occorrerebbe Steiner in persona per spiegare! oppure tentare raffigurare e dipingere questi stati e passaggi evolutivi. Il primo punto di difficoltà, almeno per quello che mi riguarda, è legato al concetto di pianeta come corpo fisico, per cui ad esempio ogni volta che lui citava Giove a me veniva in mente il pianeta stesso; ma è altra cosa, come hai detto. Molto suggestivo comunque il concetto dello stato umano come corpi di calore dalla poca o nulla coscienza. Ed è bellissimo anche il lavoro delle entità superiori, e il loro evolversi insieme con l'uomo.

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    1. Steiner rovescia la concezione moderna della questione. Per la mentalità moderna l'uomo è un prodotto (accidentale) dell'evoluzione (sempre accidentale) del cosmo e del pianeta Terra. Per Steiner l'esistenza stessa e la conformazione del nostro sistema solare e della Terra sono dettati dall'attuazione del progetto uomo. Un punto di vista che condivido in pieno, come evidenzio anche nella terza parte dedicata all'umanità.

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