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Il mio ritorno? - Con doppia recensione estiva: Ellroy e Mankell



Il punto di domanda è d'obbligo. Sono tornato? Fisicamente sì, non c'è dubbio, altrimenti in questo momento non sarei davanti a uno schermo e a una tastiera. Ma temo che il rientro del resto di me avverrà solo per gradi. Per cominciare, dovrò riadattarmi alla blogosfera, che in questo momento mi appare una specie di mondo alieno infestato di strane creature. Stento anche a credere che il sottoscritto sia stato una di esse e che si accinge a tornare a esserlo. Intanto però questo è un post scritto da un blogger a metà, che si avvia a recuperare la sua interezza iniziando a scribacchiare come capita...
Per esempio: ho portato a termine, in vacanza, il compito di leggere tutti e due i libri che avevo portato con me. I due polizieschi Dalia nera di James Ellroy e Assassino senza volto di Henning Mankell.

Il primo libro parla, come si evince dal titolo, del celebre delitto irrisolto del 1947. Il secondo è il primo romanzo della serie poliziesca svedese con protagonista il commissario Kurt Wallander. Sottilizzando si può aggiungere che il libro di Ellroy sia un poliziesco noir e il libro di Mankell un poliziesco giallo.
Rinfrescarmi la memoria sull'uccisione della Dalia, Elizabeth Short, è stata una delle prime cose che ho fatto tornato a casa. Mi interessava soprattutto vedere quanta parte di invenzione e quanta di aderenza ai fatti vi sia nel romanzo di Ellroy. La risposta è che il libro, ambientato nell'immediatezza del crimine, è accurato nel riportare in diretta la cronaca di quei giorni e i primi passi delle indagini, alternandoli alla fantasia romanzesca che vede protagonisti delle indagini due poliziotti ex pugili. Devo dire, a questo proposito, che ho trovato a dir poco noiosette le prime settanta pagine del libro ambientate in gran parte nel mondo della boxe. Pensavo dipendesse da me e dalla mia poca passione per i temi sportivi, ma girando per il web ho visto che più di uno ha avuto la mia stessa impressione. C'è anzi chi ha trovato noioso l'intero romanzo, e questo me lo spiego abbastanza male, perché non appena entra in scena il delitto della Dalia la storia a mio avviso prende il volo. E le splendide settanta pagine finali, con la scoperta dell'assassino (in realtà mai avvenuta) riequilibrano a meraviglia il non esaltante inizio.
Ho voluto poi dare un'occhiata alla bio dello scrittore su Wikipedia, e devo dire che mi ha sorpreso non poco scoprire che Ellroy, a dispetto di un passato da teppista e vagabondo, con poca istruzione scolastica, problemi di furti, alcol e droga e soggiorni vari in prigione, descrive se stesso nei termini di cristiano nazionalista, militarista e sostenitore del capitalismo e della supremazia americana nel mondo.


Nel leggere invece Assassino senza volto subito dopo aver terminato Dalia nera, la sensazione che ho avuto è stata quella del brusco passaggio dalla lettura dell'opera di un grande scrittore (Ellroy) alla lettura dell'opera di un bravo mestierante (Mankell). L'ho presa come l'ennesima conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che di scuola di scrittura ne esiste in realtà solo una: l'esperienza vissuta.
Mankell per la verità si dà un gran daffare, per un tot di centinaia di pagine, nel tentativo di far decollare una trama nata però senza ali. Buona invece la caratterizzazione dei personaggi e ottima la resa del contesto sociale in cui l'asfittica vicenda è inserita. Le avventure del commissario Wallander, è abbastanza noto, sono ambientata nella Scania, cioè nella parte più meridionale della Svezia, e da quelle parti già un quarto di secolo fa, quando il libro è stato pubblicato, il conflitto intorno all'accoglienza di profughi e immigrati era già in una fase acuta. Con il passare degli anni si è poi esteso al resto della Svezia e il suo più percettibile esito nel presente è il crescente consenso popolare nei confronti del partito ultranazionalista di estrema destra Sverigedemokraterna, che ha ottenuto il 13% nelle scorse elezioni e promette di ottenere almeno il 20% nelle prossime.
Mankell sceglie in ogni caso la via ecumenica e fa assumere al suo Wallander una posizione intermedia tra il culto papalino dell'accoglienza a ogni costo e gli steccati opposti alla medesima. Ecco un esempio tratto da una parte del libro in cui va in scena il processo a due estremisti che hanno ucciso un immigrato di colore:
Durante il processo, Wallander capì che qualcosa di importante stava accadendo in Svezia. Ma in alcuni momenti, non riusciva a evitare di provare una sorta di simpatia contraddittoria per alcuni dei motivi che erano alla base dell'ostilità contro gli immigrati che erano emersi durante i dibattiti e negli articoli apparsi sulla stampa nel corso del processo. Il governo e la Direzione generale per l'immigrazione avevano veramente il controllo delle persone che entravano in Svezia? Chi poteva distinguere tra un profugo e una persona che chiedeva asilo politico? Era veramente possibile fare una distinzione?
Per quanto tempo sarebbe stato possibile applicare il principio di una politica per i profughi aperta e generosa prima che scoppiasse il caos? Esisteva veramente una linea di confine?
Durante tutto il processo, Wallander fece degli sforzi non troppo convinti per dare una risposta a quelle domande. Si rese conto che, come tutti, provava uno strano e oscuro senso di inquietudine. Inquietudine per l'ignoto, per quello che è estraneo.

Questo per quel che riguarda la mia vacanza. Venendo invece al futuro immediato del blog, ho intenzione di riprendere il prima possibile la blog novel, rimasta in sospeso, non a caso, sull'immagine di una porta socchiusa - probabile segno di una svolta in arrivo.
Ci sarà inoltre, come promesso, una seconda anteprima degli Occhi di Modì, dedicata stavolta all'aspetto pop della Trilogia di Shaula. Il resto lo devo ancora definire, sebbene abbia già alcune bozze all'attivo.
Per finire, ricomincerò quanto prima a frugare nei vostri blog e a rispondere ai vostri commenti, compresi quelli che avete lasciato (e vi ringrazio di cuore di questo) in questa mia settimana di assenza.

Commenti

  1. Un rientro col botto!

    Dall'analisi di questi 2 libri, non sono molto portato ad andarli a cercare: i gialli, così come i thriller, sevono essere impattanti e da subito, secondo me.

    Per il resto mi metto in attesa delle novità che ci proporrai, rendendo felici le ormai arcinote stalker, e non solo :D

    E bentornato Ivano!

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    1. Ops..... parlavate anche di me??????? Ma daiiii! Sono solo curiosa di sapere cosa succederà a Luisa. Mica altro... :P)

      Chiusa la premessa, bentornato e spero che ti sia almeno divertito e riposato (così magari la blog novel andrà avanti ahahha).
      Non ho mai letto questi due autori. Ok, me ne mancano troppi all'appello, confesso.
      Di questi mi paiono però interessanti sia i temi che la tua recensione. Mi spiace per le 70 pagine che parlano di ambiente pugilistico. Però saltarle è controproducente, vero?

      Terrò presente questi due titoli.
      Ciaooooo

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    2. Grazie Paolo! In realtà non sono ancora fuori del jet-lag. Speriamo entro questa settimana di completare il rientro :P
      Io tendo invece a prediligere le storie che si definiscono con gradualità e posticipano i climax al di là di un po' di pagine dall'inizio. Il romanzo di Ellroy mi era sembrato all'inizio un po' di sotto delle aspettative. Per fortuna gli ho dato fiducia anche in virtù della promessa del titolo :))

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    3. @Patricia
      Divertito sì, riposato così così. E comunque, come ho scritto a PiGreco sono ancora in fase di ripristino. E stavolta la cosa sembra andare più per le lunghe del solito.
      Ellroy vale sicuramente la pena e il seguito del libro ti ripaga ampiamente delle 70 pagine da Gazzetta dello sport (va be', qui un po' esagero).
      Anche Mankell è leggibile, però la storia in sé dal mio punto di vista è debole. E certo il suo stile non ha l'intensità di quello di Ellroy.

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    4. Ripeto.. non conosco nessuno dei due. Al mondo della narrativa nordica non mi sono mai avvicinata. C'è una mia lettrice che ne è innamorata e forse mi aveva anche parlato di Mankel. Parlato bene intendo,
      Ci penso su... tanto adesso non ho più soldini ne gruzzolo libresco!

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    5. Non ho fatto nomi!!! Però siete spuntate entrambe :P

      Datemi il tempo di recuperare e vedremo chi stalkererà di più :D

      Ivano: abbiamo concezioni diverse, ma non troppo: per tener contenti entrambi ci vorrebbe un bel libro dal ritmo serrato pieno di colpi di scena e con finale inatteso!

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  2. Bentornato! Bellissima la foto che apre il post *__*
    Ellroy non mi ha mai convinto - benché sia mia intenzione leggere almeno un suo libro - anche per colpa di una lunga intervista nella quale dichiarava più o meno tutte le belle cose di cui hai parlato.
    Mankell lo hai demolito con altrettanto stile, quindi eviterò pure lui ^_^
    Blog novel: *__*
    Ciao Ivano! :D

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    1. Grazie Glò!
      La foto risale a alcune estati fa. La mia macchina fotografica l'ho lasciata da qualche parte in Svezia nel 2011 e non l'ho ancora ricomprata.
      Su Ellroy ribadisco il giudizio del post. L'ho trovato un grande scrittore. Sono tentato anch'io di proseguire nella lettura della tetralogia di Los Angeles nera: dopo "Dalia nera" ci sono "Il grande nulla", "L.A. Confidential" e "White Jazz". Se può incoraggiarti, ti dico che dal libro non traspare niente dell'ideologia di Ellroy. Anzi, in genere i personaggi in divisa sono dipinti a tinte più fosche degli stessi criminali.
      Dici che Mankell l'ho demolito? Ma no! ^_^
      Ciao!!

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    2. Diciamo che alcuni autori possono anche non essere letti XD Tra un mestierante e autori più convincenti, non val la pena perder tempo! :P Sarà che non patisco il cosa leggo ora dopo aver terminato una lettura, mai!

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    3. Tieni presente che quello su Mankell è solo il mio parere. Come vedi si stanno levando molte voci in sua difesa ^^

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    4. Non ho dubbi ;) E sono sicura che Mankell possa essere apprezzato, solo che, non rientrerà tra i miei libri da leggere. Tu sai che io leggo di tutto e che non ho limiti, ma, nello stesso tempo, cerco - possibilmente - l'eccellenza (da intendersi come grandi libri e autori).

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  3. Ben tornato !!!!!! Alla grande, mi piace tantissimo Ellroy, davvero tanto, Mankell è molto gradito. Un caro saluto di ben ritrovato.

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    1. Grazie Massimiliano!!!
      Ellroy mi è molto piaciuto, nonostante la migliore mia scoperta fatta negli ultimi cinque anni rimanga a tutt'oggi Patrick McGrath.
      Un caro saluto di ben ritrovato altrettanto :)

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  4. Glò, leggi american tabloid, non te ne pentirai.

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    1. Questo titolo invece è il primo della Trilogia americana, che comprende poi "Sei pezzi da mille" e "Il sangue è randagio". Come vedi, in questi due giorni ho studiato ^^

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    2. Trilogie no! Un libro credo sarà più che sufficiente! XD

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  5. C'è chi va e c'è chi torna! Spero che le vacanze siano state riposanti e proficue, almeno dal tuo punto di vista. Venendo ai libri di cui proponi le tue considerazioni, non ho letto il primo e, a dire la verità, non mi piace Ellroy, di cui ho iniziato la lettura di due romanzi che non ho mai portato a termine (tra cui L. A. Confidential). Quanto a Mankell, invece, è uno scrittore che mi piace e di cui ho letto tutta la 'saga' di Wallander. È stato l'autore che, qualche anno fa, mi ha fatto 'tornare' al giallo proprio a causa del suo modo di trattare i personaggi e le trame. Sul mio vecchio blog (dove mi interessavo anche di 'recensire' ciò che leggevo) ci devono essere diversi post sui suoi libri. Comunque: bentornato!

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    1. Grazie mille Temistocle! Deduco che sei sul piede di partenza. Entro stasera conto di passare anche dal tuo blog...
      Riguardo ai due libri, avrai capito che per me il match lo ha vinto Ellroy. Ai punti ;D

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  6. Ciao Ivano, bentornato! :)
    Di Mankell avevo letto un romanzo molti anni fa, però non ricordo il titolo. Forse "La quarta donna", ma non vorrei confondermi con un altro autore dal momento che bazzico molto la letteratura scandinava, mi piace parecchio. Quello che citi sembra interessante. Approfondirò! :)

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    1. Ciao Chiara e grazie!
      Il titolo di Mankell che citi dovrebbe essere "La quinta donna".
      Mi ricordavo del tuo interesse per i gialli scandinavi. Io tra gli svedesi avevo già letto la Trilogia Millennium (stavo per dire: naturalmente) e Asa Larsson. Mi manca ancora di leggere almeno una storia del detective Martin Beck *_*

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    2. Una digressione, ma mi interessa il tuo parere, Ivano: Millenium, è da leggere? Perché quasi quasi ci passerei agosto! :D

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    3. Ci sono pareri contrastanti sull'opera: c'è chi l'ha adorata e chi proprio no.
      Io ho vissuto alcuni momenti di vera adorazione, al punto che una volta che iniziavo a leggere poi faticavo a staccarmi dalle pagine tanto mi prendeva la vicenda. I personaggi poi sono tutti ben costruiti e decisamente affascinanti.
      Magari la trama in certi punti appare un po' forzata, tanto che nella versione televisiva sono state apportate delle modifiche secondo me migliorative, ma l'opera nell'insieme è godibilissima e fossi in te non esiterei a tuffarmici a capofitto.

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    4. Comunque potresti provare a chiedere un parere anche a Chiara, che immagino l'abbia letta.

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    5. Eccomi!!! :-D
      Sì, l'ho letta, è stata quella a donarmi la passione per i gialli scandinavi. Fra i tre volumi, quello che ho preferito è stato il primo, più "giallo" e meno "noir": sembra quasi un'opera separata rispetto agli altri due, infatti funzionerebbe bene anche come stand-alone.
      Il terzo libro è un po' prolisso, ma comunque fondamentale per far quadrare il cerchio.
      Ho saputo che il 26 agosto uscirà un quarto volume in contemporanea mondiale, ovviamente non scritto da Larsson che è deceduto, ma da un autore che ne recupera l'intento. Secondo i piani del buon vecchio Stig, infatti, l'opera Millennium avrebbe dovuto comprendere 10 voluti. E poi sono io a considerarmi megalomane! :-D

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    6. Era da un pezzo che circolava la voce del volume quattro. Sarebbe interessante sapere se il buon vecchio Stieg ha lasciato la traccia di tutti e dieci i volumi e dobbiamo aspettarcene altri sei oppure no. Sai qualcosa al riguardo?

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    7. Grazie mille per le dritte Chiara! ^_^
      Credo che a questo punto debba iniziare il ciclo *_*
      Avevo seguito una trasmissione dedicata a Larsson (Rai5) che dettagliava la vita dello scrittore, attivista e impegnato socialmente (non apro una lunga parentesi, qui), e i problemi insorti alla sua morte per le questioni dei diritti e della presenza di eventuali manoscritti inediti e incompleti, ma mi pare di ricordare che non ci fosse poi molto :P

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  7. Mi piace tantissimo la discussione che è nata da questo post. In effetti, volendo approfondire meglio la letteratura di Ellroy si possono ricavare informazioni sulla recente storia americana interessantissime, da Joseph Kennedy a suo figlio John, la baia dei porci, il sistema di corruttela mafia-politica, si parla di Lenny Bruce (che ha ispirato Luttazzi nella sua satira), un personaggio incredibile Ellroy, consiglio di leggere la sua biografia. Menkell, ripeto, mi piace.

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    1. E' molto probabile che legga altro di lui, Massimiliano. Le sue atmosfere noir mi piacciono molto e anche i suoi riferimenti alla storia americana...

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  8. Ciao Ivano ben tornato, la prima cosa che mi ha stupito del tuo post è senz'altro la foto, ne ho viste altre di tue, ma questa la trovo particolarmente bella. Ora riassetta il tuo computer cerebrale e ritorna tra noi, anche se leggo che già dalle recensioni dei due libri letti, sei già tornato e alla grande; per ora questi libri non mi attraggono, però non si sa mai, io leggo di tutto. Ultimamente sto cercando letture leggere e divertenti, esco da tre letture, belle ma intense. Buona e serena giornata.

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    1. Grazie mille Anna Maria ;) Il rientro si sta rivelando più duro del previsto, ma pian piano riuscirò...
      Sono contento la foto ti piaccia. L'occhio fotografico mi è sempre appartenuto ma non l'ho mai fatto fruttare come forse avrei dovuto. Sono perfino senza macchina fotografica da quattro anni e magari me la regalo di nuovo questo Natale insieme al lettore e-book. Vediamo...
      Intanto buona giornata anche a te e a presto!

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  9. Risposte
    1. Oh yes! In caso contrario avrei specificato la provenienza ;)

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  10. Risposte
    1. Grazie mille! Non immaginavo avrebbe ottenuto un simile riscontro positivo :))

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  11. Bentornato, Ivano :)
    Interessanti queste recensioni, devo dire che Mankell lo avevo già accantonato perché a naso mi ispirava poco, mentre mi ha molto incuriosita la tua analisi di Dalia nera. Peccato solo che ho una lista talmente lunga di romanzi da leggere che non so quando ci arriverò.
    Per il resto, ti auguro una buona ripresa! Non deve essere facile re-immergersi in questo strano mondo virtuale... né nella scrittura, che se ho ben capito avevi sospeso. Ciao :)

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    1. Grazie per gli auguri Maria Teresa!
      Il ritorno alla revisione è stato in realtà molto facile, anzi era diventato una necessità quasi fisica. Un po' più difficile è ripartire con il blog, ma non disperiamo.
      Per le letture mi sa che siamo nella stessa situazione. Ho anch'io una quantità di libri pronti da leggere, tra l'altro fisicamente presenti negli scaffali della mia libreria. Quelli di questo post erano due dei tanti. La voglia di leggere altro di Ellroy è forte, ma mi sa che dovrò rimandare.
      Ciao a presto! :))

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  12. non ne conosco neanche uno. I gialli di solito mi capitano in casa per caso

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    1. Anche a me questi due sono capitati quasi per caso. Li ho trovati su una bancarella dell'usato a 1 euro cadauno *_*

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  13. TI stai riabituando? Ma non avevi detto che avresti chiuso nuovamente ad agosto? Se è così non ti riabituare troppo....

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    1. In effetti sarebbe stato più saggio fare tutta una tirata... ma mi sembrava eccessivo chiudere dal 12 luglio al 20 agosto.

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