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Gli occhi di Modì - anteprima (2 di 4)





L'inizio lo trovi qui


Gli occhi di Modì (estratto dalla prima stesura /seguito)


Il signor Leonardo era un tipo gioviale anche nel carattere oltre che nell’aspetto, e indubbiamente carismatico. Non mi era difficile capire perché Stefano fosse rimasto così colpito dalla sua figura. Ci fece salire subito al primo piano per poi condurci in quello che aveva tutta l’aria di essere un luogo di lavoro, una specie di studio professionale. Lì trovammo ad attenderci anche il suo ospite, Mr. Paterson, nipote del famoso esploratore d’inizio secolo di cui avevo già dimenticato il nome, ed esploratore a sua volta. Anche costui, seppure diversissimo dall’amico, non era certo tipo da passare inosservato: alto e atletico, aveva i tratti del volto come scolpiti nella roccia, penetranti occhi azzurri e sembrava sprizzare vigore da ogni poro. A completare il quadro, i biondi capelli che a dispetto dei segni di una calvizie incipiente gli scendevano fluenti a coprire la nuca, e il mento adornato da un pizzo biondo. In quanto al suo italiano, era così impeccabile da creare un forte contrasto con il suo aspetto fisico vistosamente anglosassone. In quel momento indossava un maglione di lana, ma non avevo difficoltà a immaginarlo in tenuta da esploratore. E a questo proposito, non potevo fare a meno di chiedermi come due persone di tale apparente caratura potessero dimostrarsi così ingenue da credere all'esistenza di templi sotterranei e alla teoria della terra cava.
“Bene, cosa possiamo fare per lei?” mi chiese il signor Leonardo con estrema gentilezza, una volta che Stefano mi ebbe introdotto a entrambi loro.
Decisi di andare subito al sodo. “Sto cercando di ottenere delle informazioni sul termine “Shaula”... le dice qualcosa?”
Ripetendo il nome tra sé e sé, l’uomo si alzò, con una agilità insospettata per la sua stazza hitchicockiana, dalla sedia dove si era nel frattempo accomodato e si avvicinò a un casellario di notevoli dimensioni, in tutto e per tutto simile a quelli che avevo visto in certi uffici. Tirò a sé il cassetto corrispondente alla lettera “S”, e ne scorse il contenuto fino a che non trovò ciò che cercava: una cartellina contenente alcuni fogli spillati insieme. Cominciò a leggere:
“Lambda Scorpio, Shaula, è una stella situata sulla sommità della coda della costellazione dello Scorpione. Il nome deriva probabilmente da Al Shaulah, il Pungiglione, dove la stella è situata; ma secondo l’astronomo persiano Al Biruni (973-1048 d.C.) deriva da Mushalah, la sollevata, in riferimento alla posizione dell’aculeo al momento di colpire. Queste parole si sono poi confuse con il nome della stella compagna Lesath (ypsilon Scorpio) e nel corso del tempo corrotte in Shauka, Alascha, Mosclek e Shomlek. Lo studioso inglese John Chilmead nel ‘600 ha scritto…”.
Il signor Leonardo a quel punto smise di leggere e mi guardò con aria tra il faceto e il preoccupato.
“Posso continuare ancora a lungo, se vuole”.
In realtà, come doveva aver notato lui stesso, dopo un simile bombardamento di nomi sentivo già girarmi la testa e avevo la sensazione di saperne meno di prima. Gli dissi che ero grato per l’aiuto e sinceramente interessato a tutto quello che poteva dirmi sull’argomento, ma per sperare di ottenere qualche risultato avrei dovuto studiarmi tutto con calma. Allora lui, con mia sorpresa, mi disse che mi avrebbe fatto avere quella sera stessa delle copie delle pagine. 
“Non vedo perché no" aggiunse, "se lei è un ricercatore sincero come appare. La conoscenza di questo archivio non è niente di segreto ed è a disposizione di tutti gli uomini di buona volontà del pianete. E come può vedere sono attrezzato allo scopo” concluse indicando una macchina fotocopiatrice accostata a una parete. 
Arrossii per quelli che consideravo degli apprezzamenti eccessivi nei miei confronti, ma balbettai comunque un grazie.
“Nessun riferimento a Shaula come qualcosa di diverso da un corpo celeste in quei fogli?” chiesi poi, rincuorato dalla sua apparente totale disponibilità.
“Sta pensando a qualcosa di preciso?” mi chiese lui a sua volta.
Mi accorsi che fremeva tutto già alla sola idea che la mia risposta potesse offrirgli la possibilità di espandere le sue conoscenze e scoprire correlazioni per lui inedite. Un'altra breve esitazione, poi mi decisi a fare finalmente il nome che da giorni mi rigiravo nella mente, anche se fino a quel momento senza risultato.
“Per la verità, sì… Le dice niente il nome di Beatrice Hastings?”.
Il signor Leonardo mi guardò stavolta con sincera perplessità e mi sembrò anche che il suo entusiasmo si spegnesse di colpo, ma non disse nulla e rivolse nuovamente la sua attenzione al casellario.
Nell'attesa mi voltai a guardare Stefano, che fino a quel momento non aveva aperto bocca, come del resto Mr. Paterson, e notai subito che lo scetticismo stampato sul suo viso era almeno pari a quello che in me accompagnava la mia tenue speranza. Ma bastò mezzo secondo e tutto fu spazzato via dalla voce, all'improvviso garrula, del signor Leonardo.
“Hastings, Beatrice Hastings, eccola qua!”. E nel vederlo agitare un paio di pagine dattiloscritte, mi sembrò veramente di trovarmi di fronte a un prestigiatore in grado di estrarre dal suo cappello l’impossibile.
La sua reazione meravigliata lasciava tuttavia pochi dubbi. O aveva completamente dimenticato di avere compilato quella voce in un lontano passato o ne era stato autore qualcuno diverso da lui.
“Lei è decisamente fortunato” garrì ancora. “Questa sua signora si è meritata un necrologio nientemeno che sul numero del Gennaio 1944 del Canadian Teosophic Review. Ma è ovvio che lei già lo sapeva e per questo mi ha fatto la richiesta”.
Scossi la testa con decisione. “No, non ne sapevo niente. E’ una pura coincidenza, glielo assicuro”.
Il signor Leonardo scosse la testa a sua volta, con altrettanta decisione. “Si scordi le coincidenze. Non esistono coincidenze. Qualcosa in lei sapeva che avevo i mezzi per aiutarla ed è venuto da me. Potrà essere difficile per lei accettarlo, ma è così che stanno le cose”.
Mi guardai bene dal mettermi a discutere con lui, tanto più che in linea di principio non avevo nulla da obiettare.

* * *

L'illustrazione in alto sotto il titolo è un fotomontaggio a cura dell'autore.

Commenti

  1. Wawww!!! Non ti scriverò di certo io di refusi e ripetizioni, ma del disappunto che ci sia solo un'altra puntata.
    Mannaggia!!!
    Ci lasci così???
    Mi piace molto sia la vita dei personaggi non banali, che un po' emerge, che l'enigma che tenta di risolvere il personaggio principale... una persona deceduta, le stelle... intriga... che rapporto c'è tra loro. Dalle tue risposte nel post precedente non ho capito se è fondamentale Modigliani o le persone maledette in genere, capisco comunque che non puoi svelare molto, e forse non lo voglio neppur sapere, è come se qualcuno ti raccontasse la fine del libro che stai leggendo.
    Belle anche le immagini.

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    1. Le puntate sono ancora due, Anna Maria!
      Modigliani ha un suo ruolo, dopotutto il titolo del volume porta il suo nome, però è altrettanto vero che fondamentali nella storia sono le persone maledette in genere.
      Grazie infinite della tua partecipazione a questo esperimento :)))

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  2. posso dire poco riguardo la storia, ma per quanto riguarda la scrittura è molto ordinata. Non so se questo è un aspetto positivo o meno, dipende anche dalla storia in se, visto che ogni narrazione richiede un suo stile. Aspetto le altre due puntate.

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    1. Credo che questo sia il mio stile normale, Temistocle. Non faccio nessun particolare calcolo quando scrivo in prima stesura. Sicuramente ci saranno delle modifiche in fase di revisione, ma spero siano poche stavolta, dopo il tour de force cui mi ha costretto, e ancora in parte mi sta costringendo, il primo volume.
      Grazie per il tuo interesse :)

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  3. Che dirti? Che anche qui, trovo riferimenti forti alla mitologia?
    Sì, se vuoi te lo dico.
    Ancor di più però ti dico che l'interesse è stuzzicato in maniera notevole. La terra cava? Templi sotterranei sì, come ci sono necropoli etrusche o altro... La terra cava però mi incuriosisce e un po' mi inquieta.
    A parte che ormai, leggendo la blog novel so che da te posso aspettarmi di tutto, in senso bonario intendo. Voglio dire che puoi creare personaggi impossibili e renderli credibili o scombussolare completamente la storia e confondere il lettore che credeva di aver trovato la strada giusta e invece... meglio così! L'attenzione così resta sempre alta.

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    1. Dove ci sono all'opera io il mito non può mancare. E' un mio marchio di fabbrica al pari delle stregonesse (per distinguerle dalle comuni streghe ^^). Anche la teoria della terra cava ha un ruolo importante nel romanzo.
      E ti sorprenderà forse sapere che i due personaggi qui descritti, Leonardo e Paterson, sono realmente esistiti e questa è una loro descrizione tutto sommato fedele. Ma di questo parlerò domani, nella nota di chiusura all'ultima parte.

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    2. Benissimo!
      Solo una cosa però. Ho letto male ho hai già fatto post del genere per il primo volume?
      Potrei annche aver capito mae ma col caldo il mio cervellino fonde.... :)))) Se li hai fatti, dove li trovo? Non farmeli cercare....:))))

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    3. No, Patricia non ho ancora fatto anteprime del primo volume. Preferisco rimandare a dopo il completamento della revisione.

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    4. Ah, ecco! All solito ho capito male... sarà il caldo... spero! :)))

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  4. Confermo quanto già espresso nel commento alla prima parte: hai una capacità notevole di caratterizzazione dei personaggi, invidiabile davvero. Tanto più che questo signor Leonardo, salvo cambiamenti nel corso della storia, risulta essere un gran bel comprimario, una sorta di Musa (non credo di esagerare): conoscenze, arguzia ed empatia col mondo circostante. Ne vedremo sicuramente delle belle!!!

    Tralascio i complimenti già fatti per le descrizioni e ritmi... ops li ho riproposti :D

    E, per fare il PiGnoletto e non deludere i miei fans, ti regalo un "?" che potrebbe essere sfuggito, o perlomeno io lo avrei messo :P si fa per ridere ovviamente, e non vorrei mai essere assunto per fare l'editor, ho un contratto in esclusiva col menestrello XD

    Alla prossima parte!!!

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    1. Visto il "?" mancante. Grazie! Corro a rimediare...

      Il signor Leonardo in realtà è solo di passaggio, ma i personaggi sono l'ultima cosa che manca in questa mia vicenda... si potrebbe quasi ripopolare un paesello di campagna ;D

      Immagino che lavorare per il menestrello sia dura... minimo sindacale, niente ferie pagate, niente tredicesima...

      Alla prossima (fra poche ore ormai) e ancora grazie!!!

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    2. Peccato, sarebbe davvero un bel mentore, comunque ci godremo appieno la sua breve presenza e scopriremo gli altri personaggi, senza dubbio comunque alla sua altezza ^_^

      lavorare per il menestrello: se cerchi sui dizionari (online o meno) la parola schiavismo, compare la sua foto, fai tu XD

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  5. Spunti ce ne sono parecchi.. anche di collegamenti con il sottoscritto ce ne sono parecchi. Sto pensando a Beatrice Hastings, per esempio, ma non sarebbe nemmeno l'unico...

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    1. Vuoi dire che ti sei occupato anche tu di Beatrice Hastings?

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    2. No, ma leggendo "teosofia" mi è tornata in mente Madame Blavatsky, che almeno un paio di volte ho menzionato in passato... ma ti parlo di secoli e secoli fa.

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    3. Penso che il post di stasera (19.30) potrà interessarti ;)

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  6. Ok, adesso si fa tutto ancora più misterioso ^^
    La Beatrice c'entra con Modì... ma gli occhi??? Forse sono gli stessi di M./S.??? o.O
    E procedo con la lettura del terzo post *__*

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    1. Non dirmi che hai consultato Wikipedia... ^^

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    2. Non soltanto Wiki :D... Conoscevo Jeanne, a dire il vero, come "donna" importante di Modigliani!

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    3. Jeanne è venuta dopo... Prima c'è stata Beatrice.

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  7. Sembrerebbe esserci pure della avventura alla Indiana Jones.
    Bene, bene

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