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10 serie a fumetti che hanno scandito i miei anni '70




Le dieci qui elencate articolo sono in effetti solo una piccola parte delle serie a fumetti che hanno accompagnato la mia infanzia e prima giovinezza. Tra i fattori richiesti per inserirli nel post - che fa parte della serie dedicata all'autobiobibliografia - ho tenuto conto anche della possibilità per me di risalire, con una certa precisione, al momento del loro ingresso nella mia vita. Per questo motivo le serie non sono ordinate secondo la loro prima apparizione in edicola, ma in base al mese e all'anno in cui ho fatto la loro conoscenza.
Forse ho barato un po' con le ultime due voci, ma questo potrete giudicarlo da soli quando arriverete a leggerle.

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Febbraio 1972 - I Fantastici Quattro - Editoriale Corno





259 numeri - dal 1971 al 1981

I supereroi Marvel hanno accompagnato l'infanzia, e spesso non solo l'infanzia, di molti della mia generazione. Delle quattro collane storiche, L'Uomo RagnoDevilI Fantastici QuattroThor, ognuno aveva la sua prediletta, e i motivi alla radice della scelta sarebbero forse stati materia da manuale di psicologia. Io compravo regolarmente, ogni quattordici giorni, I Fantastici Quattro, pur avventurandomi di tanto in tanto anche nelle altre serie. Il primo albo che acquistai fu il numero 23, Tutto iniziò in Yancy Street (8/2/1972), e continuai la serie fino a poco dopo il numero 100, quando le storie del celebre quartetto smisero di essere realizzate dal trio fondatore Lee-Kirby-Sinnott.
Le pagine (oltre la metà) lasciate libere dall'episodio dei Fantastici Quattro erano occupate dalle avventure di altri personaggi. Nel periodo interessato soprattutto Capitan Marvel, Dottor Destino, Sub-Mariner. Tra le cose più meritevoli: il breve ciclo di storie di Capitan Marvel con i testi di Roy Thomas e le matite di Gil Kane, pubblicato nei numeri dal 43 al 48, e il Dottor Destino disegnato da Wallace Wood (40-43).

E un bimbo ti guiderà
(Captain Marvel # 17 - Marvel Comics, 1969)

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Aprile 1972 - Il Topolino d'oro - Arnoldo Mondadori Editore





33 numeri - dal 1970 al 1974

Cominciai ad acquistare Il topolino d'oro con il volume XVI dell'aprile 1972, il primo con la nuova veste editoriale in cui il colore della copertina passava dal bianco al giallo e la rilegatura da brossurata a spillata.
Tutte le storie originali e integrali di Topolino dal 1930 al 1945, recitava il sottotitolo. Vale a dire che la collana raccoglieva tutte le storie dalla prima - Lost on Desert Island, sceneggiata da Walt Disney, disegnata da Ub Iwerks e inchiostrata da Win Smith - fino a circa un terzo di quelle disegnate (e in parte anche sceneggiate) dal grande Floyd Gottfredson, subentrato in realtà molto presto a Iwerks. Va detto, a questo proposito, che le strisce erano pubblicate sui quotidiani senza soluzione di continuità e che la suddivisione in storie complete di titolo è stata un passaggio successivo. Inoltre le storie sono tutte pubblicate in bianco e nero, anche quelle apparse in origine come tavole domenicali, e quindi presentate a colori sui quotidiani statunitensi.
La collana si rivelò in ogni caso, a dispetto della premessa/promessa di accompagnamento, non molto accurata dal punto di vista filologico. La fanzine Il fumetto nel suo numero del marzo 1971 presentò il risultato dell'analisi dei primi otto albi della serie: su 1068 strisce giornaliere ne erano state saltate 88 e mancavano all'appello anche 3 tavole domenicali. Erano rimaste in compenso, nella prima storia, le 3 strisce apocrife realizzate da Giorgio Scudellari nel periodo fascista. Inoltre la qualità della stampa non era proprio il massimo, anche se le cose sono poi andate migliorando, sotto ogni punto di vista, con il seguito della pubblicazione.
Oggi sono facilmente reperibili edizioni più affidabili di questa, ma Il topolino d'oro conserva per me, oltre al fascino della veste grafica, anche quello della prima scoperta delle storie Disney in forma di strisce sindacate.

Topolino nella casa dei fantasmi
(da: Floyd Gottfredson's Library Volume 4, pag. 104)

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Giugno 1972 - Tarzan special - Editrice Cenisio





11 numeri - dal 1972 al 1978. 

Acquistai Tarzan Special fin dal primo numero e divenne subito la mia serie a fumetti preferita. Nelle sue pagine sono raccolte tutte le tavole domenicali di Tarzan realizzate da Russ Manning tra il 14 gennaio 1968 e il 29 gennaio 1978. Lo stesso anno Manning abbandonò il personaggio, per dedicarsi alle storie per i quotidiani di Star Wars, e la parte di produzione rimasta fuori da questa serie fu pubblicata nel 1988 a cura dell'ANAF (Associazione Nazionale Amici del Fumetto) in un albo unico dal titolo La luna morta di Pellucidar. 
Nell'insieme Tarzan Special appare una serie molto curata, nonostante anche qui, come nel Topolino d'oro, la stampa sia in bianco e nero a dispetto del fatto che si tratti di tavole domenicali e quindi in origine pubblicate a colori. Uno dei punti di forza della collana è senza dubbio il modo in cui Russ Manning si pone nei confronti del personaggio. Manning è il primo autore dei fumetti di Tarzan ad attenersi scrupolosamente al mondo creato da Edgar Rice Burroughs. Le sue sceneggiature tuttavia, pur prendendo spunto dai romanzi, appaiono di regola meglio congegnate e stemperano le goffaggini e ingenuità tipiche della narrativa del buon vecchio E.R.B.
Inoltre il disegno di Manning, caratterizzato da una nitidezza e un'eleganza fuori del comune, ha influenzato un'intera generazione di disegnatori di fumetti. Soprattutto le sue figure femminili, tra le meglio disegnate e tra le più sensuali e ammiccanti del mondo dei comics - perfino quando sono rappresentate, come nel caso della tavola qui riprodotta, in forme semi-animali - sono divenute nel tempo dei veri e propri modelli di riferimento nel campo del fumetto e dell'illustrazione.


Dal gennaio 1974 al giugno 1975, per 10 numeri, la Cenisio affiancò a Tarzan Special la collana Tarzan super, che raccoglie nelle sue pagine tutta la produzione giornaliera (1967-1972) di Russ Manning. Il livello qualitativo delle storie appare in questo caso leggermente inferiore, e la causa sembra risiedere nella maggiore rigidità di struttura a cui le strisce giornaliere costringono l'autore rispetto alle tavole domenicali.

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Maggio 1973 - L'avventuroso - Boss Periodici/Sole Editore





12 numeri - dal maggio 1973 al luglio 1974 (prima serie)

Il grande merito che attribuisco a questa collana è stato quello di farmi scoprire quei personaggi del fumetto inglese che sarebbero diventati tra i miei prediletti in assoluto, in primis i fantascientifici Garth e Dan Dare e lo spionistico Modesty Blaise
Il nuovo Avventuroso, oltre alla stranezza di riproporre nella sua testata, pari pari all'inizio, il logo del vecchio periodico della Nerbini, ha la caratteristica della mutevolezza del formato e della grafica. Per esempio nel 1974, secondo e ultimo anno di vita della prima serie, venne pubblicata in formato giornale, immagino allo scopo di assomigliare di più al famoso settimanale degli anni '30 a cui nominalmente si rifaceva. Un'altra sua caratteristica è stata il fiorire di collane parallele e supplementi in vari formati che ne ha accompagnato il pur breve percorso editoriale.

Garth di Frank Bellamy a Martin Baines

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Giugno 1974 - Il corriere della paura - Editoriale Corno





22 numeri - dal 1974 al 1976

Nei primi anni '70 ci fu un picco di interesse nei confronti del genere horror che investì anche il fumetto. L'americana Marvel, già famosa per i suoi supereroi, nel 1972 si adeguò lanciando sul mercato comic-books come Tomb of Dracula (con i disegni del veterano Gene Colan) o Werewolf by Night (affidato alle matite di un allievo di Will Eisner, Mike Ploog), ma anche, dal 1973, magazine in bianco e nero dal taglio raffinato sia dal punto di vista dei testi che dei disegni: Dracula Lives, Monster Unleashed, Tales of the Zombi, ecc. Accanto ai classici Dracula e al mostro di Frankestein, vennero creati nuovi personaggi, come Satana la figlia del diavolo, o ripescati per l'occasione, come lo zombi Simon Garth, apparso nel 1953 in una breve storia horror di Stan Lee e Bill Everett. E' il materiale pubblicato su questi magazine a finire nelle pagine del Corriere della Paura, rivista horror diretta da Maria Grazia Perini, protagonista a vari livelli dell'avventura editoriale Corno nello stesso periodo in cui lo era anche Luciano Secchi/Max Bunker.
Oltre ai fumetti, la rivista ospitava anche rubriche di natura pseudoesoterica e articoli dedicati al mondo dell'horror.

Dracula e la strega
(Dracula Lives # 1 - Marvel Comics, 1973)

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Gennaio 1975 - Métal Hurlant - Les Humanoïdes Associés





133 numeri - dal 1975 al 1987 (prima serie)

Senza dubbio il più rivoluzionario e influente contenitore di fumetti di genere fantastico mai creato. Ebbi la possibilità di acquistare questa rivista fin dal primo numero, grazie a un negozio della mia città che intratteneva rapporti commerciali con la famosa fumetteria parigina Temps Futurs.
Il gruppo dei quattro fondatori - che si aggregò sotto il nome di Les Humanoïdes Associés - contava tra i suoi membri gli autori Jean Giraud (con lo pseudonimo di Moebius) e Philippe Druillet. Ma già il primo numero della rivista, che divenne presto la vetrina di molti autori di livello internazionale, presentava anche un lavoro dello statunitense Richard Corben, che avrebbe poi collaborato attivamente alla versione americana della rivista (vedi più sotto: Heavy Metal).

Una tavola del francese Caza

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Febbraio 1976 - Flash Gordon - Club anni trenta





33 numeri - dal 1976 al 1979

Il 20 febbraio 1976 il Club Anni Trenta uscì con il primo albo di una serie che presentava, per la prima volta in Italia, tutto il Flash Gordon di Alex Raymond in una edizione a colori filologicamente accurata e con i nudi (parziali) non censurati. La copertina giocava a imitare i vecchi albi Nerbini, ma dentro era tutta un'altra musica.
Che dire poi delle storie, ma soprattutto dei disegni a opera di quello che è forse il più grande autore di fumetti mai esistito? In questo caso davvero un'immagine vale più di mille parole.


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Gennaio 1977 - Heavy Metal - National Lampoon





272 numeri - dal 1977 al 2015 (in corso di pubblicazione)

Heavy Metal è la versione made in USA di Métal Hurlant. Non si tratta però di una semplice riproposizione in lingua inglese della rivista francese, ma di un magazine che si avvale anche dell'opera di alcuni pesi massimi del fumetto americano. Così, accanto alle pagine di Moebius, Druillet e Caza troviamo quelle di maestri del fumetto underground americano come Richard Corben  e Vaughn Bodé. Questo secondo autore all'epoca era già scomparso, ma la rivista riproponeva le sue opere in una nuova versione colorata, e talvolta anche portata a termine, dal figlio Mark Bodé.

Den di Richard Corben

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Aprile 1978 - Funnies (The magazine of Fine Comic Art) - Prozine fiorentina





15 numeri - dal 1978 al 1982 (prima serie)

Questa testata ha segnato i miei anni '70 per il semplice motivo che ho contribuito a fondarla, nei miei anni di liceo, insieme a un mio compagno di classe e altri nostri amici. Io vi collaborai per i primi quattro numeri, soprattutto in veste di traduttore. E considero una vera fortuna il fatto di non possedere più nessuno dei quattro albi, e che mi sia così risparmiato il dispiacere di dover contemplare i miei primi tentativi di traduzione dall'inglese.
Ma la parte davvero interessante della storia è un'altra. Da questo albetto striminzito e semiclandestino è poi nata, un passetto alla volta, una vera casa editrice, la Glittering Images di Stefano Piselli, specializzata in edizioni de-luxe a tiratura limitata - un esempio tra i tanti è la lussuosa monografia su Magnus, uscita negli anni '80, di cui riproduco qui la copertina. Proprio Stefano era il compagno di scuola con cui ho condiviso per un anno, prima che le nostre strade si dividessero nel 1979 al termine del liceo, la mia prima esperienza in campo editoriale.


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I pocket


C'era chi li odiava e diceva che per leggerli era necessaria la lente di ingrandimento. Esagerati! A me sono sempre piaciuti per la loro corposità, che li rendeva veri e propri libri disponibili a poco prezzo.
Ecco una rapida carrellata di alcuni miei acquisti dell'epoca.


Eureka Pocket 1-7 - Editoriale Corno


Presentavano le prime strisce dei grandi classici del fumetto avventuroso degli anni trenta. Sono usciti nell'ordine: Phantom, Mandrake, Gordon, Agente segreto X-9 (con testi di Dashiell Hammett e disegni di Alex Raymond!), Cino e Franco, Radio Pattuglia, Brick Bradford.
I sette volumetti erano stati in realtà pubblicati alla fine degli ani '60, ma era facile reperirli in edicola anche nel periodo di cui mi occupo qui, sebbene con la parte superiore dell'albo strisciata di inchiostro blu.
Con il numero 8 la pubblicazione cambiò grafica e iniziò a pubblicare personaggi più moderni perdendo, ai miei occhi, buona parte del suo fascino.


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Oscar fumetto - Arnoldo Mondadori Editore


Alcuni dei miei titoli preferiti: Le follie di Eta Beta (ancora Gottfredson, ma dopo il Topolino d'oro), Vita e dollari di Paperon de' Paperoni (sette storie dell'uomo dei paperi Carl Barks), Diavoli e spinaci (le vecchie mitiche strisce di Braccio di ferro), Le spiacevoli notti di Zia Tibia (con i fumetti horror della Warren), Il popolo dell'autunno domani a mezzanotte (con gli adattamenti della E.C. Comics dei racconti di Ray Bradbury).


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Horror Pocket - Casa Editrice Astoria


La collana, a cura di Alfredo Castelli, Antonio Bellomi e Giorgio Medail, uscì con 18 numeri tra il 1972 e il 1974 e raccoglieva le storie dell'orrore, ma spesso anche venate di umorismo, pubblicate in origine sui 22 numeri della rivista Horror della Sansoni negli anni 1969-1971.


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Nell'immagine in alto sotto il titolo, il particolare di una pagina del Tarzan di Russ Manning.

Commenti

  1. Che bello questo post e quanti ricordi mi ha scatenato...
    La maggior parte di questi fumetti li ricordo bene, proprio nelle edizioni che citi. Mio padre ha sempre amato i fumetti, quindi da piccola ne avevo parecchi a disposizione e li ho amati molto.
    Ricordo invece che quelli horror (tipo gli Oscar di Zio Tibia) mi terrorizzavano tantissimo ed evitavo accuratamente di toccarli :)
    E' comunque incredibile la tua memoria, il fatto che sei riuscito a ricostruire con tanta precisione gli anni esatti di ognuno, complimenti davvero.

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    1. Grazie dei complimenti, Maria Teresa :)
      Come vedi, ogni tanto faccio affiorare da sotto la superficie un'isoletta di autobiobibliografia...
      A differenza di te, sono nato in una casa dove non esistevano fumetti, ma ho provveduto io molto presto a riequilibrare le cose ;D
      La passione per l'horror poi, sia nei fumetti che nei film, l'ho avuta fin da piccolo.

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  2. Cavolo, addirittura un passato come fanzinaro! :)
    Ma non avevate paura che sgamassero i vostri albetti privi di copyright? (In realtà ho fatto anche io cose analoghe, quindi lo capisco^^)

    Che fortuna aver potuto leggere Métal Hurlant e poi Heavy Metal (io sono un fan del film animato che ne fu tratto) l'ultimo albetto è edito dalla Astoria di Gino Sansoni ma credevo che in quegli anni fosse già chiusa, sai? Pensavo non fosse sopravvissuta molti anni dopo la nascita di Diabolik e della Astorina...
    Bell'articolo, badboy!^^

    Moz-

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    1. Grazie per gli apprezzamenti e per la condivisione, Miki! *_*
      La mia esperienza di fanzinaro si è esaurita nel giro di 4 numeri, quindi di un anno esatto. Poi è arrivata la fine del liceo e l'estate 1979, che per me è stata un momento di svolta. Non per niente la mia trilogia di romanzi parte proprio da lì.

      Ti confesso che invece a me il film animato di M.H. ha abbastanza deluso. Un po' insipido e molto addomesticato rispetto ai fumetti.
      Ho controllato la mia copia di "Metti un licantropo a cena". L''edizione è del 1973. Quindi la CEA era ancora attiva in quell'anno :)

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    2. A proposito dei problemi di copyright aggiungo che un po' di fifa ce l'avevamo, ma la voglia di fare prendeva sempre il sopravvento ^^

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    3. Eheh, l'estate del giro di boa: tutti ne abbiamo una :)
      Il film animato è poco rispetto ai fumetti, vero... ma lo considero un piccolo cult. Ho anche visto la sequenza poi eliminata, davvero davvero bella.
      Grazie per le info sull'Astoria, quanto alla questione del copyright e voglia di fare ti capisco benissimo^^

      Moz-

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  3. Wow e ribadisco wow, purtroppo non ho mai letto Metal Hurlant e Heavy Metal, ma gli altri li conosco. Bellissimo post, veramente molto interessante. Una curiosità, per non rovinare le copie cartacee, li leggi i fumetti digitalizzati?

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    1. Grazie Massimiliano :))
      Dunque, allo stato attuale Métal Hurlant e Heavy Metal le ho solo in digitale. Dell'Avventuroso invece non ho più neanche un numero in nessuna forma, ma mi piacerebbe recuperare qualcosa in cartaceo, soprattutto i supplementi. In compenso esistono splendide edizioni di fumetti per me cruciali come Garth o Modesty Blaise che vi erano pubblicati.
      E perché mai le copie cartacee dovrebbero rovinarsi, se le leggi con la dovuta cura? ^_^

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    2. In effetti... sono io che sono paranoico, quello che ho è tutto imbustato.

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  4. Che figata il Corriere della Paura! Lo avevo ormai rimosso…. grazie per avermi riaperto un mondo… Mannaggia, ne avevo anche diversi, chissà ora dove sono finiti? Devo assolutamente riaverli. Da qualche parte si devono pur trovare, no? Con i pocket poi sfondi una porta aperta…. Quelli li conservo ancora sebbene siano in condizioni ormai disperate. Dela serie Horro Pocket conservo La cripta del dottor Horror, Lo scrigno del dottor Horror, I fumetti dei dannati.. degli Oscar del Fumetto Mondadori ho anciora Gli anni ruggenti di Topolino, Vita e dollari di Paperon de' Paperoni e I pensieri di Pippo. Avevo anche diversi Eureka Pocket, con le avventure di vari personaggi (molti dei quali oggi praticamente dimenticati) tipo Tommy Wack, Brumilda, Little Orphan Annie, Sturmtruppen, Andy Capp (*), I coloniali, Asso di picche e Scarth una donna anno zero (citato anche da Glò poco tempo fa).
    Ho anche avuto tra le mani una copia dell’Avventuroso.. i fumetti non mi piacevano ma adoravo quel formato tipo quotidiano e le sue coloratissime vignette (che se non ricordo male le vignette a colori erano solo quelle della prima pagina).
    (*) A proposito di Andy Capp ricordo una bellissima edizione DeLuxe della Corno che aveva una forma quasi quadrata.

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    1. Sono d'accordo: "Il corriere della paura" era una figata. Strano che tu lo abbia rimosso, visti i tuoi interessi e le tue conoscenze nel settore. Le storie più belle, a mia memoria, sono concentrate nei primi numeri, ma dovrei rileggerle tutte per esserne al 100% sicuro ^^. Comunque da recuperare senza dubbio ;)

      L'edizione di Andy Capp che citi me la ricordo benissimo e qualche numero l'ho anche avuto. Del resto i fumetti facevano da posta in molti nostri giochi, per esempio nelle partite di carte, così mi capitava spesso di mettere le mani anche su albi di serie che non compravo in edicola.

      La prima pagina dell'avventuroso formato giornale ospitava "L'impero dei Trigan". Dal terzo anno però la rivista ha cominciato a chiamarsi "Avventuroso colore" e da allora mi sembra che le pagine a colori fossero diventate più di una...

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    2. A quei tempi la fonte fumettistica principale era proprio il gioco di carte (o bilie o similari) e lo scambio di giornalini, che contribuiva al rinnovo sistematico del parco fumetti. Sono sicuro di non aver mai comprato nulla (soldi per quelle cose ai tempi non ce n'erano proprio) ma nonostante ciò me ne sono passati tra le mani migliaia...

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    3. .. poi, un pochino più grande, ho iniziato ad investire la paghetta negli Zagor, che ho collezionato per decenni...

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    4. Io da questo punto di vista ero messo bene. A quei tempi, disponevo di circa 5.000 lire a settimana per libri e fumetti. Per questo potevo permettermi cose costose come Il Topolino d'oro e L'Avventuroso oltre all'antiquariato.

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    5. Haaa qui potrei dire la mia, in quegli anni sono diventato un Bonelliano. Ivano, ti immagino che scuoti la testa e arricci il naso.... sbaglio?

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    6. Difficile per me innamorarmi degli albi Bonelli, visto che il fumetto di genere western non mi è mai piaciuto. Non mi piaceva neppure Blueberry. Di quest'ultimo ho apprezzato il film perché poco western e molto sciamanico.

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    7. Comunque mi piacerebbe molto leggere un tuo post con l'elenco di fumetti che ti hanno marchiato a fuoco nell'infanzia/adolescenza, Massimiliano. A quanto ho capito sei un esperto del settore.

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    8. Grazie per la fiducia Ivano, ma no, non sono un esperto del settore, sono solo un collezionista innamorato, anche se per motivi economici oramai (raccolgo) solo materiale digitalizzato.

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  5. Ma lo sai che non ne ho mai letto uno di questi del post?
    Leggevo, se andavo da mio cugino e li trovavo in giro, Zagor e Tex Willer... tutti rigorosamente aggratisssssss ahahahhaahha
    Ah, dimenticavo... ogni tanto trovavo pure jacula o qualcosa del genere. Era raro però che lo lasciasero inn giro. Mia zia non era affatto contenta!
    Il periodo? Con un anno in meno di te, credo che più o meno fosse simile al tuo....
    Io però non ne ho mai comprati

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    1. Sì, la nostra generazione era anche quella dei fumetti sexy all'italiana. Nel mio caso però erano riservati soprattutto alle vacanze in campeggio. Ne circolava un'infinità tra le tende.
      Chissà poi perché la zia non era contenta di Jacula? Mistero... ;)

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    2. Non so... guardavo solo le parole.... P)

      Ho letto in una tua risposta a Obsidian; 5 mila lire a settimana??????????? Al mese!!!!!!!
      E così si spiega il motivo per cui leggevo a sbafo... ahahahaahh

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  6. Io ero fermo più a Topolino e Braccio di Ferro, con l'aggiunta di Geppo e Provolino. Poi crescendo sono passato a Dylan Dog e Martin Mystere, un po' di manga, Indiana Jones e naturalmente le strisce di Mafalda e Charlie Brown.

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    1. Sì, anche in quella zona attingevo a piene mani. Geppo era il numero uno, ma mi piacevano anche Cucciolo e Tiramolla, Tom e Jerry, Provolino, Nonna Abelarda, Popeye... Anche Charlie Brown, ma gli preferivo Pogo e Li'l Abner.
      Urka, quanti nomi... ci saranno sicuramente altri post sull'argomento :-)

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  7. Io da bambino ho cominciato con Bunny Band per poi passare ai tempi del liceo a Dylan Dog. Anche diversi albi dell'Uomo Ragno, anche se alla fine preferivo di più i cartoni. Negli ultimi anni ho scoperto i primi numeri dei Vendicatori. Proprio vintage. :)

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    1. L'Uomo Ragno, se non vedo male, ce l'hai addirittura nell'avatar, Marco ^^
      I primi numeri dei Vendicatori immagino siano tornati in auge con l'uscita dei film, no?

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  8. Ti confermi un pozzo senza fondo delle curiosità e non solo :D

    Questo tuo post va di diritto nel calderone del "dovevo nascere almeno 20/30 anni prima per poter godere di tutto questo e altro", anche perché recuperare alcune perle oggi, diventerebbe davvero difficoltoso (e forse non si sentirebbe nemmeno lo stesso gusto).

    Di quanto citato, mi associo a MikiMoz con il film di HM, con e senza i minuti tagliati e ripristinati, con i 2 "doppiaggi", e la OST semplicemente grandiosa e di tanto effetto.

    Per il resto, il buio... o perlomeno per quanto riguarda le edizioni fumettose da te raccontateci con la consueta e piacevolissima passione appassionata.

    PS: leggendo nelle risposte Geppo e Tiramolla, l'occhietto s'è fatto lucido :D

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    1. Sono contento che l'articolo ti sia piaciuto ugualmente nono stante il buio, Paolo ;)
      E sono d'accordo con te sulla questione del gusto. Questo genere di cose si assapora in pieno solo in diretta. Se dovessi decidere di affrontare soltanto oggi una serie che mi era sfuggita in quegli anni non sarebbe più la stessa cosa.

      Un altro fan di HM in versione animata? Arrrgghhhh! ;D

      Geppo e Tiramolla sono un bel ricordo anche per me, anche se confesso di non averli mai più letti dai tempi dei tempi. A differenza dei fumetti che ho citato in questo post, che sono a tutti gli effetti parte della mia collezione.

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    2. Prendi nota: sono un appassionato della Giappolandia in tutte le sue forme :P dammi tempo di ingranare e ne leggerai -si spera- delle belle ;)

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    3. Eh no, mi dispiace ma su quel territorio non ti seguirò. Il mio blog è rigorosamente anime e manga free.
      In passato, per accontentare qualcuno, ho provato a leggere un paio di serie - precisamente Nausicaa e Video Girl Ai - ma è un mondo incompatibile con il mio vissuto e il mio sentire.

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    4. Premettendo che non ho mai perso una scommessa :P non lo darei tanto per scontato, e hai abbastanza esperienza per saperlo anche tu ;)

      In futuro, quasi sicuramente, tratterò qualche argomento del genere, staremo a vedere e mi saprai dire :D

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    5. Ti garantisco che stavolta la scommessa la perderesti, Paolo. I disegni di manga e anime non riesco neppure a guardarli...

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    6. Non insisto, essendo -forse- anche la sede meno adatta per intavolare questa discussione :P

      Però spero che ci sarà modo di approfondire, o lo creerò :D

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    7. Anche io vorrei far pacificare Ivano col mondo Giappo :P

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    8. Eh, no, Glò, a tutto c'è un limite ^^

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    9. Sottoscrivo quello che ha detto PiGreco, Ivano è un pozzo senza fondo di curiosità.

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    10. Senza fondo? Questo significa che mi dovrete sopportare fino alla fine dei Tempi. E magari anche oltre...

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    11. Anche oltre va bene... io credo nel "anche oltre"

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    12. Considerata l'allegra compagnia che ho scoperto in questo mondo, sottoscrivo:

      Verso l'infinito...e oltre!

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  9. Io sono stato molto più 'classico': solo Topolino e fino ai primissimi anni '70. Poi sono passato ai libri in esclusiva con tutta la letteratura fanciullesca: Verne, Salgari, Robin Hood. Il fumetto non mi ha mai attirato molto, anche se ora mi capita a volte di leggere qualcosa se lo trovo in giro 'aggratis'. Grazie di aver rivangato in un'epoca ormai passata!

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    1. Grazie a te per il commento, Temistocle :)
      Questo blog ha come numi tutelari Proust e Miller e come sottotitolo "Cronache del Tempo del Sogno", quindi rivangare nelle epoche passate è più o meno la sua ragion d'essere ;)

      Io la letteratura fanciullesca l'ho affiancata ai fumetti fin dal 1967. Ogni domenica compravo in edicola un volumetto della Stella d'oro. Il primo libro avuto in regalo comunque è stato Robinsoe Crusoe.

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  10. Prova Juan, a naso potrebbero piacerti Fumettisti come Carlos Trillo, Robin Wood, quelli della scuola argentina insomma, lo dico dal tenore dei tuoi post dove spesso traspare un fondo di ironia malinconica.

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    1. grazie della dritta! in effetti nell'"ironia malinconica" ci sguazzo bellamente! ora cercherò quello che mi suggerisci.

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  11. Tarzan speciali. Ricordo la stessa copertina che hai messo nel post

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    1. Quella è la copertina del numero 1, Ferruccio :)

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    2. Se mi spedite una mail vi faccio una sorpresa.

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    3. Ok, ma mi sa che a Ferruccio devi chiederglielo sul suo blog...

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  12. Per me è territorio ignoto e meraviglioso da scoprire *__* Conosco ovviamente i personaggi più celebri, ma ai tempi non sapevo leggere XD Quindi anche io ho mancato un periodo favoloso, mi sa :P
    Il post è davvero coinvolgente e fa venire voglia di saperne di più... Incantata dalle tavole Heavy Metal e... che figata la tua esperienza personale da liceale! Emergono sempre aneddoti sulla tua vita che ci sorprendono!
    Buona serata Ivano! ^_^

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    1. Grazie, Gloria ;)
      Il discorso è tutt'altro che esaurito e ci saranno certamente altri post in tema.
      Devo dire che ogni volta che leggo i vostri commenti a questo post mi viene voglia di sapere quale è stato il vostro percorso in questo campo. Alcuni hanno fatto dei nomi, altri non hanno avuto nessun percorso o quasi, ma la curiosità resta in parte insoddisfatta.
      Buona serata altrettanto e grazie anche per le condivisioni :))

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    2. Io sono nata nei primi del '70: cresciuta a Topolino, Corriere dei Piccoli, Geppo, Tiramolla, Nonna Abelarda, Miao (*__* ero piccina!!!) e tutta la compagnia. Presto son passata ai libri :P e ho tralasciato il mondo dei fumetti, ma non completamente. In altro caso credo che avrei approfondito il "prima di me". Questo anche per motivi prettamente pratici: tutto non si può/poteva avere! :P

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    3. Miao! Ecco, questo fa diventare a me l'occhio lucido...

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  13. Glò e PiGreco, per cortesia non mi traviate Ivano con i manga hahahaha. tanto è incorruttibile... non c'è riuscito Bonelli...

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    1. Sagge parole, Massimiliano...

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    2. Di Traviata ce n'è una e penso sia sufficiente :P

      Mi sono lasciato forse prendere un po' troppo dall'entusiasmo della condivisione, trovando persone piacevoli e vissute come Ivano (e non solo) :D

      E poi i gusti son gusti, no? ^_^

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    3. Vero. Il bello è proprio questo.

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  14. Cavolo questa roba me la stavo perdendo, l'estate e un internet che non ha spesso molto segnale, non mi permette di divagare e leggere qua e là. Che meraviglia di post, io amavo e leggerei ancora molto volentieri, Flash Gordon, mi piaceva un sacco, e non ero certo più una ragazzina.
    Da bambina non avevo molti fumetti, la regola era non essere troppo viziati e accontentarsi di niente.
    Mi sono rifatta con le mie figlie era un piacere leggere a loro topolino.
    La figlia più grande che è del 73, amava i I magnifici 4, è ha trasmesso, non so se per DNA o per indottrinamento, la malattia anche a suo figlio, la Birba di quasi 6 anni. La Birba, mi fa spesso sorbettare il film dei su detti, ha giornalini che scova in edicola mentre prendo il giornale (ora hanno un formato che sembrano album), è pieno di magliette con l'uomo ragno, e di pupazzi di cui l'ultimo comprato è Thor.

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    1. Mi fa piacere che il post ti sia piaciuto, Anna Maria. E soprattutto di scoprire che c'è una fan di Flash Gordon tra noi ;)
      La prossima volta che vado in edicola do un'occhiata al formato album di cui parli (?)

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    2. Non credo che sia a numeri. ne ho comperato uno con degli stickers da applicare, un'altro dove racconta le caratteristiche dei vari personaggi Capitan America ecc., e robe varie che scova solo lui, ma non a puntate.

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  15. Di quelli da te elencati ho letto solo un paio di numeri dei Fantastici Quattro e conosco Heavy Metal perché ho visto il film di animazione.

    E vorrei far notare il tempismo con cui ho risposto al post XD

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    Risposte
    1. E io non posso che complimentarmi per il tempismo, Michele ^^

      A questo punto però vinci la pigrizia e mi realizzi un post con le tue 10 serie a fumetti. Vogliamo sapere!

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    2. 10 serie a fumetti, esagerato (^_^;)
      Avrò avuto in tutto una 30ina di fumetti e la maggior parte erano di Braccio di Ferro e di Geppo :D

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