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Visualizzazione dei post da Luglio, 2015
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10 serie a fumetti che hanno scandito i miei anni '70

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Le dieci qui elencate articolo sono in effetti solo una piccola parte delle serie a fumetti che hanno accompagnato la mia infanzia e prima giovinezza. Tra i fattori richiesti per inserirli nel post - che fa parte della serie dedicata all'autobiobibliografia - ho tenuto conto anche della possibilità per me di risalire, con una certa precisione, al momento del loro ingresso nella mia vita. Per questo motivo le serie non sono ordinate secondo la loro prima apparizione in edicola, ma in base al mese e all'anno in cui ho fatto la loro conoscenza.
Forse ho barato un po' con le ultime due voci, ma questo potrete giudicarlo da soli quando arriverete a leggerle.
* * *

Febbraio 1972 - I Fantastici Quattro - Editoriale Corno



259 numeri - dal 1971 al 1981

I supereroi Marvel hanno accompagnato l'infanzia, e spesso non solo l'infanzia, di molti della mia generazione. Delle quattro collane storiche, L'Uomo RagnoDevilI Fantastici QuattroThor, ognuno aveva la sua prediletta…

Il Manuale delle Giovani Marmotte (segnalazione)

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Questo mese di luglio si sta rivelando davvero goloso per quanti di noi erano già attivi e curiosi nei decenni 1960-1970. Dopo il volume che raccoglie tutte le copertine del vecchio Kriminal (1964-1974) a cui ho dedicato questo post di segnalazione, ecco che compare nelle librerie anche la ristampa anastatica della prima edizione (1969) del mitico Manuale delle Giovani Marmotte. Magnificamente illustrato da Giovan Battista Carpi, disegnatore storico di avventure di topi e paperi.
Una iniziativa davvero meritoria questa della Giunti, anche per il prezzo contenuto. Il target di lettura è specificato "sopra i sei anni", quindi direi che ci rientriamo tutti alla grande!
Volete imparare a leggere una carta topografica? Conoscere lo "schema del Rollier" per prendere la tintarella con i migliori tempi di esposizione al sole? O il linguaggio pellerossa dei segni? Ci pensano le 256 pagine del Manuale a mettervi al corrente di tutto ciò e di mille altre cose ancora.

Solve et Coagula - Pagina 121

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Capitolo 10 - parte 6
Prima ancora che Luisa finisse di spingere il battente e entrasse nella stanza, qualcosa sbucò dall'oscurità oltre la soglia per allungarsi verso di lei. Si sentì afferrare l'asciugamano che aveva ancora sulla testa e arretrò d'istinto. Per un attimo avvertì il contatto della stoffa umida che le scivolava sul volto, poi si sentì travolgere da qualcosa di pesante. Perse l'equilibrio e rovinò all'indietro, sbattendo con forza la testa contro la parete alle sue spalle.

Giochi d'estate: Il salto 3

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Tutto è iniziato con un raccontino di 200 caratteri opera della blogger mitraglietta (nel senso che spara post a ripetizione) Patricia Moll. Questo: Il salto (Patricia Moll)
Il sole scottava la pelle. Un tuffo e non lo avrebbe più sentito. Il trampolino era fuori di circa tre metri. Pochi passi, un salto...
Il pirata lo punzecchiò con la spada.
La cosa sembrava finita qui, ma ecco che una alquanto incauta blogger, Anna Maria Fabbri, è curiosa del seguito della storia e Patricia, che non aspettava altro, si produce allora in questo nuovo shot: Il salto 2 (Patricia Moll)
L'acqua salata bruciava la pelle. Ma era il suo ultimo spasimo di vita. Si lasciò andare alla morte.
"Capitano!".
Si sentì toccare il viso. Dietro ad un sorriso dolce e radioso, Lei! La sua Sirena.
La seguì!
Ma non finisce neanche qui, perché subito il gioco raddoppia con Patricia che invita Anna Maria a scrivere un finale in contemporanea con lei. Nascono così, a conclusione della trilogia*, due nuovi mini racconti…

Il mio ritorno? - Con doppia recensione estiva: Ellroy e Mankell

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Il punto di domanda è d'obbligo. Sono tornato? Fisicamente sì, non c'è dubbio, altrimenti in questo momento non sarei davanti a uno schermo e a una tastiera. Ma temo che il rientro del resto di me avverrà solo per gradi. Per cominciare, dovrò riadattarmi alla blogosfera, che in questo momento mi appare una specie di mondo alieno infestato di strane creature. Stento anche a credere che il sottoscritto sia stato una di esse e che si accinge a tornare a esserlo. Intanto però questo è un post scritto da un blogger a metà, che si avvia a recuperare la sua interezza iniziando a scribacchiare come capita... Per esempio: ho portato a termine, in vacanza, il compito di leggere tutti e due i libri che avevo portato con me. I due polizieschi Dalia nera di James Ellroy e Assassino senza volto di Henning Mankell.
Il primo libro parla, come si evince dal titolo, del celebre delitto irrisolto del 1947. Il secondo è il primo romanzo della serie poliziesca svedese con protagonista il commissario…

Chiuso per ferie

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Il blogger finalmente va al mare e anche il blog si prende la prima delle due pause previste per questa estate. La seconda sarà ad agosto e di lunghezza equivalente.
Ho anche scelto di disattivare i commenti a questo post, tanto non potrei né leggere né rispondere a nessuno di voi fino al mio ritorno.
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Buone vacanze a chi si muove a sua volta
e buona blogosfera a tutti gli altri!

Tutte le copertine di Kriminal (segnalazione)

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Giovedì 9 luglio è uscito nelle edicole il 20° e ultimo dei volumi cartonati di Kriminal, editi da Mondadori, che raccolgono tutte le storie del duo Magnus & Bunker più alcune firmate Bunker & Romanini. Questo numero finale è davvero imperdibile per tutti gli appassionati, perché ristampa le 419 copertine originali del Kriminal Corno, compreso quindi le prime 359, tutte realizzate dal grande Luigi Corteggi. Certo qualche parola spesa su di lui nelle pagine iniziali non avrebbe guastato, ma pazienza, il volume vale anche così.
Ecco, per chi non conoscesse l'artista, un esempio del particolare taglio delle sue copertine, vicine nello stile ai coevi poster cinematografici: il dipinto utilizzato per la copertina del numero 110 di Satanik, molto in tema con la presente situazione meteorologica.

Un'avvertenza, per finire: se siete particolarmente sensibili all'odore della carta munitevi di maschera antigas prima di sfogliare il volume!
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Nell'immagine in alto sotto i…

Gli occhi di Modì - anteprima: A proposito di Mr. Paterson

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Come ho scritto in più occasioni, la mia Trilogia di Shaula ha alla base delle solide fondamenta autobiografiche. Su queste fondamenta ho poi costruito tutta la struttura che riguarda il tema specifico di Shaula. Neanche questa breve anteprima fa eccezione alla regola, perché sebbene i dialoghi che la compongono siano stati modificati ai fini della narrazione, il mio incontro del 1979 con i due personaggi descritti è un evento reale. Timothy Paterson, l'esploratore della storia, è il pronipote di un altro esploratore, ben più famoso: Percy Harrison Fawcett, e ne ha seguito le orme non solo nel campo dell'esplorazione ma anche nella carriera militare e nella passione per l'esoterismo.
Alla figura di Percy Harrison Fawcett (1867-1925?), considerato il paradigma dell'esploratore-avventuriero del XX secolo, pare si siano ispirati sia Arthur Conan Doyle per il John Roxton de Il mondo perduto sia Steven Spielberg per il suo Indiana Jones. Di certo c'è che la sua vicenda, m…

Gli occhi di Modì - anteprima (4 di 4)

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Le prime tre parti le trovi quiqui e qui.


Gli occhi di Modì (estratto dalla prima stesura /conclusione)
“Senti un po', Leonardo” chiese Stefano, intervenendo per la prima volta nella discussione. “Cosa hai su Meyrink nel tuo antro delle meraviglie?” “Gustav Meyrink, lo scrittore ed esoterista?”. “E chi altri?” Senza scomporsi, l’uomo aprì il cassetto corrispondente alla lettera M e ne estrasse un nuovo fascicolo, formato stavolta da una discreta quantità di pagine dattiloscritte. “C’è qualcosa in particolare che ti serve sapere?” “Dalla fenditura dei suoi occhi, Lei risale 7 volte 70 gradini. Ti dice qualcosa questa frase?” “L’Angelo della finestra d’Occidente, giusto?” osservò Mr. Paterson. “Proprio lui” esclamò Stefano, sinceramente meravigliato. “Però modificata e soprattutto... a rovescio. Là si discende, qui si risale. Per questo potrebbe trattarsi solo di una... coincidenza!?”.

Gli occhi di Modì - anteprima (3 di 4)

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Le prime due parti le trovi qui e qui.


Gli occhi di Modì (estratto dalla prima stesura /seguito)
Seguii poi il rapido zig zag del suo sguardo, mentre passava in rassegna a gran velocità il testo delle due paginette. "Mi spiace deluderla” disse alla fine, “ma in questa scheda non c'è proprio niente che rimandi alla sua “Shaula”. I rimandi sono numerosi ma sono soprattutto a persone, Alfred Richard Orage e Katherine Mansfield soprattutto”. “E Amedeo Modigliani, naturalmente” ribattei. “Il pittore?” chiese il signor Leonardo. “Sì, in effetti è citato pure lui, ma in modo marginale”. “Ma se Beatrice Hastings è ricordata quasi soltanto per la loro relazione” protestai. “Nonostante sia definita una poetessa inglese, finora non ho trovato traccia di sue poesie da nessuna parte”. “Non so che farci” ribatté il signor Leonardo. “In ogni caso tenga presente che in questo archivio sono contenute solo informazioni rilevanti ai fini della nostra ricerca... cioè, ai fini della ricerca della Socie…

Gli occhi di Modì - anteprima (2 di 4)

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L'inizio lo trovi qui

Gli occhi di Modì (estratto dalla prima stesura /seguito)
Il signor Leonardo era un tipo gioviale anche nel carattere oltre che nell’aspetto, e indubbiamente carismatico. Non mi era difficile capire perché Stefano fosse rimasto così colpito dalla sua figura. Ci fece salire subito al primo piano per poi condurci in quello che aveva tutta l’aria di essere un luogo di lavoro, una specie di studio professionale. Lì trovammo ad attenderci anche il suo ospite, Mr. Paterson, nipote del famoso esploratore d’inizio secolo di cui avevo già dimenticato il nome, ed esploratore a sua volta. Anche costui, seppure diversissimo dall’amico, non era certo tipo da passare inosservato: alto e atletico, aveva i tratti del volto come scolpiti nella roccia, penetranti occhi azzurri e sembrava sprizzare vigore da ogni poro. A completare il quadro, i biondi capelli che a dispetto dei segni di una calvizie incipiente gli scendevano fluenti a coprire la nuca, e il mento adornato da un pi…

Gli occhi di Modì - anteprima (1 di 4)

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Do inizio con questo post all'annunciata anteprima del romanzo Gli occhi di Modì, secondo volume della mia Trilogia di Shaula, presentando la parte di testo compresa nelle cartelle dalla 277 alla 289 (su un totale, allo stato attuale di prima stesura, di poco più di 300 cartelle). Si tratta in tutto di oltre tremila parole e poiché la mia filosofia blogghereccia mi trattiene dal pubblicare post di narrativa lunghi oltre un certo limite, ho scelto di suddividere il testo in quattro post. Le parti successive a questa compariranno nel blog a distanza di ventiquattro ore l'una dall'altra, cioè alle ore 19,30 dei giorni di martedì, mercoledì e giovedì. Dopodiché avremo ancora il tempo per salutarci, prima dell'abbassarsi della saracinesca del blog per un paio di settimane di sospirate vacanze.

Solve et Coagula - Pagina 120

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Capitolo 10 - parte 5
Per Luisa era fin troppo percettibile lo sforzo che l'altro faceva per trattenersi dall’offrirle il suo aiuto. Non c'erano dubbi che non la ritenesse in alcun modo all’altezza di affrontare tutte le incombenze che le sarebbero piovute tra capo e collo come conseguenza di quell’assurda situazione – la madre morta e il padre svanito nel nulla nel giro di poche ore - anche se forse, sospettava lei, a inquietarlo più di tuttoin quel momento era l'impossibilità di trovare un nesso tra due eventi così ravvicinati tra loro al di là di quello, ovvio ma all'apparenza solo accessorio, dei legami di parentela. Luisa era inoltre pronta a scommettere che il maresciallo fosse anche al corrente del fatto che suo fratello abitava all’estero e manteneva solo sporadici contatti con la famiglia. «Ha modo di avvisare suo fratello?» le chiese ancora lui, come se le avesse letto a sua volta nel pensiero. «Sì, per e-mail» replicò Luisa. «Lo farò al più presto».

A che punto sono? - Lo stato del mio editing

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"A che punto sei?". Dovevo confrontarmi abbastanza spesso con questa domanda, fino a un paio di anni fa. Vedevo qualcuno, e costui, o costei, mi chiedeva tra quanto tempo avrei pubblicato. Io, me ne sono reso conto più tardi, davo sempre risposte improntate a un eccessivo ottimismo. "E che ne so? Forse tra una settimana, o tra un mese" replicavo, ormai oltre due anni fa. Con il risultato che a nessuno dei miei amici interessa più sapere a che punto sono. Hanno imparato a non fidarsi delle mie risposte e hanno smesso di chiedermelo. E poiché neanche io ne faccio più parola, sono sicuro che molti di loro pensano che io abbia rinunciato al progetto. Voi però sapete che non è così, che la mia Trilogia di Shaula va avanti, anche se non sapete ancora niente di preciso al riguardo. Con questo post ho l'intento di fare un po' di luce sul progetto.

Rilke e Hopper tra visibile e invisibile - (Re-edit, quarta parte)

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Però, in una stanza vuota
la luce si unisce allo spazio
Sono una cosa sola,
inseparabili...

Franco Battiato, Io chi sono?
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Brian O'Doherty, nel suo breve saggio Ritratto di Edward Hopper*, parla della grande attenzione che il pittore pone sull'io, giudicandola paradossale in uno scrittore all'apparenza tutto votato all'oggettività. Ma subito dopo aggiunge: Eppure, rovesciando la prospettiva, si può dire che tutto il suo lavoro sia un immenso autoritratto... "La vita interiore di un uomo è un regno vasto e variegato" ha scritto [Hopper]. I suoi quadri lo aiutano a tracciarne i confini: sono stazioni intermedie nel percorso tra la realtà e l'io, tra l'oggetto e il soggetto, il che spiega perché danno luogo, quando li si contempla, al dualismo da cui sono nati.Brian O'Doherty cita inoltre una massima di Goethe che Hopper portava sempre con sé nel portafogli: Principio e fine di ogni attività letteraria è la riproduzione del mondo che mi circonda a…