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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2014
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Solve et Coagula - Nota al capitolo 3 /3:
Dalle Nozze al Ragnarock

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Nella parte precedente di questa nota (che, come già avevo fatto per la prima, ho dedicato interamente al romanzo di Donna Tartt Dio di illusioni) ho anche citato per due volte un famoso scrittore ed editore italiano, Roberto Calasso, e, in, particolare due suoi libri dedicati al mito: La letteratura e gli dei e Le nozze di Cadmo e Armonia. (Parliamo, per inciso, e ciò vale per tutte le opere di questo autore, di libri editi da Adelphi, la casa editrice di cui lo stesso Calasso è direttore).
Si tratta, lo dico subito, di citazioni che per me hanno un valore aggiunto, poiché leggere un autore italiano moderno è tutt'altro che la norma nel mio caso, e anzi le mie cognizioni in materia di letteratura italiana non si spingono oltre Verga e il verismo, cioè oltre il punto in cui mi ha portato la mia istruzione scolastica tradizionale. Questo non per un'avversione di principio, ma per la mia adesione incondizionata a un misterioso impulso interiore che mi ha condotto fin da bambino a…

In compagnia del lupi /3: I Quindici

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Ho già parlato dell'enciclopedia I quindici in un paio di post precedenti (in questo e in quest'altro per la precisione). Qui dirò solo che è dalle loro pagine, in particolare da quelle del secondo volume, Racconti e fiabe, che sono usciti altri due dei primi lupi della mia vita, dopo quelli di Cappuccetto Rosso, dei Tre porcellini (In compagnia del lupi - parte prima e I tre porcellini la volpe e i folletti) e della favola antica (In compagnia del lupi - parte seconda).
* * *
Il primo dei due è quello che cerca di fare la festa ai sette capretti, in una fiaba che presenta delle analogie sia con la storia dei tre porcellini sia con la storia di Cappuccetto Rosso nella versione dei fratelli Grimm.

Il lupo e i sette caprettini
Fiaba popolare tedesca - Fratelli Grimm
C'era una volta mamma capretta, che aveva sette piccoli caprettini e li amava come ogni mamma ama i suoi figlioletti. Un giorno decise di andare nel bosco per provvedere alla cena e allora chiamò i suoi sette capretti…

Solve et Coagula - Nota al capitolo 3:
Il libro posseduto da Dioniso /2

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Così si esprime lo scrittore ed editore Roberto Calasso, in uno dei suoi tanti scritti dedicati al mito:Dioniso pose piede in Germania dopo una lunga assenza dall'Europa, che durava dai tempi della Firenze di Pico e di Ficino, di Poliziano e di Botticelli, dove era stato adorato come dio dei misteri e del divino delirio. A fondare il suo culto era bastata allora una frase di Platone, netta e tagliente: "La follia è superiore alla temperanza (sophrosýnē), perché questa ha un'origine solamente umana, quella invece divina". Ben più timida, ben più castigata era la Germania del primo Ottocento...*
Si dovette attendere, appunto, Nietzsche.
Lo stesso filosofo abbandonerà però, nel giro di pochi anni, il solco che aveva tracciato con la Nascita della tragedia. Si sottrarrà all'influenza di Schopenauer e Wagner, abbandonerà ogni illusione sulla possibilità di una rinascita del mito dionisiaco nella collettività tedesca, e darà inizio, con Umano troppo umano, alla fase &quo…

Solve et Coagula - Nota al capitolo 3 /1:
Il libro posseduto da Dioniso

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Il terzo capitolo di Solve et Coagula è decisamente bibliofilo, infarcito com'è di riferimenti a libri di vario genere. Si comincia con il Diario di Anais Nin e si prosegue con Il libro dell'Es, Le mille e una Notte, Follia di McGrath e Dio di Illusioni di Donna Tartt, per finire con l'Edda di Snorri.
Sono naturalmente tutti libri che ho letto, anche se con il Diario di Nin sono al momento fermo, proprio come Giulia nel mio racconto, a metà del secondo dei sei volumi. Per quanto riguarda poi Le mille e una notte, anche in questo caso è vero che come Luisa ho letto da cima a fondo l'interminabile edizione integrale, ma mai consiglierei a qualcuno di imitarmi.

Poiché però, tra tutti questi libri che ho citato, la parte del leone nella mia storia la fa sicuramente Dio di illusioni, è proprio a tale romanzo che voglio dedicare nello specifico questa nota.


1. Dio di illusioni
E' un libro che amo molto e che ho voluto perciò omaggiare con l'assegnargli, in questo terzo …

I tre porcellini, la volpe e i folletti

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Un secondo post dedicato ai Tre porcellini non era nei miei piani fino a poco tempo fa, ma adesso posso dire di essere molto contento di averlo realizzato e potervelo offrire. La sua origine imprevista si deve al fatto che, come avevo accennato proprio in occasione del mio primo post su questa fiaba, mi ero a un certo punto imbattuto in una versione della storia dove la parte del cattivo non era appannaggio del lupo bensì della volpe. Incuriosito, l'ho prima semplicemente letta in inglese, poi ho pensato che mi sarebbe piaciuto farne una traduzione in italiano per il blog. Detto fatto, il risultato è la prima delle due fiabe di questo post. Lo scambio della figura del lupo con quella della volpe non è in ogni caso la sola differenza presente nel racconto rispetto alla versione più conosciuta. Ce ne solo altre di notevoli a cominciare proprio dalle tre casette, che non sono qui opera dei tre porcellini stessi ma sono un omaggio della loro vecchia madre che asseconda le loro richi…

Solve et Coagula - Pagina 38

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Capitolo 3 - parte 13
E adesso? si chiese. Il buonsenso avrebbe richiesto, da parte sua, che si limitasse ad archiviare quell’indirizzo tra i tanti che avevano per lei un interesse secondario e la cosa, almeno per il momento, finisse lì. Però non riusciva a decidersi a farlo, soprattutto perché si stavano affacciando alla sua mente alcune questioni di ordine pratico.Non le sarebbe stato forse più facile, in compagnia di un uomo, garantirsi una distanza minima di sicurezza dai personaggi poco raccomandabili che lei immaginava dovessero infestare un posto come il Ragnarock? Era però anche vero che all’inizio aveva pensato di andarci semplicemente con Giulia… O aveva già messo in conto, a un livello più sottile, la possibilità che la stessa Giulia interpellasse proprio Fabrizio invitandolo a unirsi a loro?

Solve et Coagula - Pagina 37

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Capitolo 3 - parte 12
«Non preoccuparti, va bene così» la tranquillizzò Luisa «anzi, forse non vale neanche più la pena che ci perdi del tempo. In ogni caso» aggiunse «non è per questo che ti ho telefonato, ma per sapere se sai già della conferenza di Eva Luna, la prossima settimana».«No, non so niente. Quale conferenza?».«Una conferenza sulle rune. La terrà il 13 febbraio al Ragnarock, il pub».Giulia si mostrò sorpresa: «Sul serio ti interessa?».«Perché no?» replicò Luisa «Le rune mi hanno sempre incuriosita. Ti va di venire?».A quella domanda, l’amica si staccò dal telefono e cominciò a parlottare con le compagne di tavolo. Luisa cercò quindi di decifrare quello che si stavano dicendo, ma a causa dei rumori del locale non ci riuscì.

Solve et Coagula - Pagina 36

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Capitolo 3 - parte 11
Subito dopo cena, accese il pc e si collegò a internet. Scaricò la posta e controllò se, tra notifiche dei social network e promozioni di vario genere, vi fosse già anche la mail di Giulia. Niente. Probabilmente era troppo presto e l’amica era ancora impegnata a spulciare i libri. Stava quindi per uscire dalla pagina, quando all’improvviso le comparve, sotto gli occhi in diretta, la notizia di una nuova mail. Non a nome di Giulia però, ma di Eva Luna. Lì per lì rimase sorpresa, poi si ricordò che la sera della conferenza sui tarocchi aveva trascritto il suo indirizzo di posta elettronica in un foglio apposito e acconsentito a ricevere aggiornamenti su iniziative dello stesso tenore. Lo aveva fatto in modo semiautomatico, quasi senza pensare, ma lo aveva comunque fatto.

In compagnia dei lupi /2: La favola antica

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Introduzionein due quadri con seguito

De te fabula narraturOrazio, Satire I, 1, 62-72
"Niente basta mai" sentiamo dire, "perché si vale quanto si possiede".
A gente così, che cosa si può fare? Lasciarla nella sua grettezza, visto che ci razzola di gusto: come quel riccone spilorcio che ad Atene - si racconta -, di fronte agli acidi commenti altrui, sprezzante ragionava: "Se il popolo mi fischia, ci penso io, a casa, ad applaudirmi, ogni volta che contemplo le monete nel forziere".Brucia di sete, Tantalo. Come vorrebbe poter bere l'acqua: ma il fiume beffa le sue labbra. Ah, ridi? Eppure, basta cambiare il nome, e protagonista della favola sei tu: tu che sacchi ammassati dappertutto te li covi con gelosa sorveglianza, e non puoi fare a meno di curarli come oggetti sacri, di goderli come quadri.

E' di te che parla la favola di Hans Christian Andersen
I saggi dell'antichità erano stati furbi nel trovare il modo di dire la verità alla gente senza dirg…