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7 schizzi di figura umana (1966-1971)




Alvaro - Era il "briosciaro". Passava nella nostra via nel pomeriggio, in sella a una bicicletta accessoriata con un contenitore di legno pieno di brioche. Non appena qualcuno di noi lo scorgeva arrivare ci precipitavamo. La sua speciale magia era la spolverata di zucchero a velo con cui abbelliva e insaporiva la brioche subito prima di consegnarcela.

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Angiolino - Era il padrone e gestore del negozio di alimentari dove si serviva la mia nonna materna. Dovevo tenerlo d''occhio mentre faceva i conti, perché mia nonna era convinta che "grattava". Ma per me era un vero idolo, perché mi conservava ogni settimana le locandine dei film che proiettavano nel cinema del quartiere e che gli affiggevano in negozio per pubblicità. Avevo finito per crearmi una discreta collezione, ma il pezzo che consideravo in assoluto il più pregiato è questo:


* * *

Il giornalaio - Erano due per la verità. Mia nonna preferiva il chiosco nella piazza centrale del quartiere e di regola mi ci portava il sabato, mio nonno il negozio che si affacciava sulla strada principale e ci andavamo la domenica. Il sabato era il giorno di Topolino, la domenica... acquisti in libertà!

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Il Masi - Era il maestro di prima elementare. Credeva nei vecchi metodi educativi, per esempio far stare in piedi dietro la lavagna nel caso di infrazioni gravi o colpire le dita della mano con il righello nel caso di infrazioni gravissime. Ci faceva recitare la preghiera prima e dopo la lezione e scrivere con pennino e calamaio.

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Italo - Era il sarto di famiglia. Veniva fino a casa nostra per prenderci le misure per gli abiti che poi ci confezionava nel suo negozio-laboratorio. In genere erano giacche o cappotti invernali che costavano, come si può immaginare, una piccola fortuna. Per questo aveva come prassi quella di rateizzare i pagamenti.

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La donna sfigurata - Mai saputo come si chiamasse. Passava a piedi dalla nostra strada ogni mattina, probabilmente per recarsi al lavoro. Aveva una guancia spaventosamente gonfia e coperta di macchie nere, ma per il resto aveva un aspetto impeccabile che denotava una grande cura di sé. Vestiva sempre, con qualunque tempo, grandi occhiali scuri.

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Renzo - Passava dalla nostra strada con il suo furgoncino bianco per vendere a domicilio generi alimentari e prodotti per la casa. Ovviamente era abbastanza furbo da tenere in vista prodotti appetibili ai bambini, come dolciumi o piccoli gadget.


Ed oggi non resta che un vago ricordo di mondi lontani perduti nel tempo...


Milva - Le donne (1982)

Musica: Battiato/Pio, Testo: Franco Battiato



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L'immagine in alto è Required Reading di Carl Larsson (1900)

Commenti

  1. I tanti volti "noti" che popolano la nostra vita e che, in qualche modo, restano un ricordo ma niente più. E sorge la domanda classica: chissà che fine hanno fatto?...

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    1. Ti dirò, avevo un certo magone allo stomaco mentre scrivevo il post. Lo stesso che mi provoca l'ascolto della canzone di Milva-Battiato che vi ho, giustappunto, allegato.

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  2. Voglio altre figure della tua infanzia.
    Mi ci sono perso dolcemente, in questo post.
    Te lo ruberò a modo io.

    Moz-

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    1. Lo sai che ci speravo proprio me lo rubassi :) Attendo sviluppi...

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    2. Bene!! Forse lo dividerò in due parti, vedremo :D

      Moz-

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    3. Sarò curioso di scoprire le varianti del caso :D

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  3. Un post molto poetico, quasi commovente.

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    1. Io sicuramente, come ho scritto sopra ad Ariano, mi ci sono commosso. A quanto pare si percepisce...

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  4. È bello leggere di un'infanzia tanto diversa da quella delle generazioni successive, ma anche la mia è stata molto diversa da quella di generazioni di poco più giovani di me.
    Quello che mi fa pensare è che, anche alla mia età, è più facile ricordare cose, oggetti della propria infanzia, rispetto a persone. Segno di un modo di vivere cambiato radicalmente.

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    1. Interessante questa tua distinzione tra ricordo di persone e oggetti in base alle generazioni. E' la prima volta che mi capita di sentirne parlare.
      Comunque è vero che certe persone, soprattutto in quel periodo della vita, finiscono per acquistare una dimensione sovrumana. Di più, diventano un asterismo della tua vita psichica e allora sono proprio impossibili da dimenticare.

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  5. Bravo Ivano, post assolutamente "autunnale", dal quale traspare una dolce malinconia!
    Tra tutte le figure della mia infanzia, ricordo il giornalaio che aveva un fondo stipatissimo di riviste impilate, senza alcun ordine (per l'acquirente, perché lui trovava tutto :D ), e che suonava il violino!!! ^_^

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    1. Grazie Glò! Dici che dipende dall'autunno? Non ci avevo pensato, ma può darsi. Di sicuro un edicolante che suona il violino è un pezzo da novanta ;)

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