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In compagnia dei lupi /1: I tre porcellini



Mi ero ripromesso, in una delle introduzioni che ho scritto per i miei indici dei Sette libri della fiaba, di dedicare un intero post ai lupi e avevo ribadito il proposito anche nel programma di gennaio. I post di questa nuova serie saranno in realtà più di uno; non so se riuscirò ad arrivare al magico sette ma ci proverò. E se anche in questo caso si può parlare di un indice, si tratta, allo stesso tempo, di un inizio di autobiografia letteraria. La mia intenzione è infatti quella di catturare con la rete della memoria, cercando di cominciare dall'inizio, i principali lupi che hanno fatto capolino nella mia vita sbucando dal folto delle pagine dei libri (ma non solo), e riproporli, uno a uno, in questo blog.
Dire poi con certezza quale lupo abbia fatto veramente ingresso per primo nella mia vita è in realtà tutt'altro che facile, ma i più papabili al primato sono sicuramente il lupo di Cappuccetto Rosso e quello dei Tre porcellini, poiché entrambe le fiabe mi sono state narrate, quando ero molto piccolo, dalla mia nonna materna.
A proposito di Cappuccetto Rosso, io ne conosco solo due diverse redazioni, quella di Charles Perrault e quella dei fratelli Grimm, che hanno tra l'altro una diversa conclusione: nella versione del favolista francese la storia termina con il lupo che mangia la bambina, mentre in quella tedesca c'è il famoso seguito del cacciatore che resuscita nonna e nipotina dal ventre del lupo. Entrambe le versioni sono però troppo lunghe e troppo diffuse perché abbia senso riproporle qui.

Illustrazione di Frank Adams
Per quanto riguarda invece I tre porcellini, conosco l'esistenza di varie redazioni e tenterò una sommaria ricostruzione, forse lacunosa, del percorso della fiaba tra la seconda metà dell'800 e gli inizi del '900.
Le cronache raccontano che il primo passaggio della storia dei tre porcellini dalla tradizione orale alla pagina scritta sia avvenuto a opera di James O. Halliwell-Phillipps, che l'ha pubblicata, intorno al 1840, in Nursery Rhymes and Nursery Tales. La fiaba è stata poi ripresa, con variazioni, da Joseph Jacobs in English Fairy Tales (1890), e da Andrew Lang nel terzo dei suoi 12 libri sulla fiaba, The Green Fairy Book (1892). Si tratta però, in quest'ultimo caso, di una versione molto diversa della storia, dove antagonista dei porcellini è una volpe anziché un lupo. La successiva comparsa in scena della fiaba, ancora nella sua forma classica più lunga, dovrebbe poi essere quella presentata in The Golden Goose Book (1905) dall'illustratore Leonard Leslie Brooke.

Quella che ho scelto di presentare qui di seguito è in ogni caso una versione breve della storia, che tralascia di descrivere i tre tentativi messi in atto dal lupo per avere la meglio con l'astuzia sul terzo porcellino, prima di passare alle vie di fatto con l'esito che sappiamo. L'ho trascritta dal settimo volume dei Sette libri della fiaba, dove è presentata sotto il nome di Andrew Lang, nonostante sia molto diversa dalla versione che io ho trovato nel suo Green Fairy Book. E questa è un'altra particolarità di cui ho voluto approfittare. (Se poi qualcuno è in grado di chiarire anche questo mistero, per favore si faccia avanti).
C'è infine da aggiungere che si tratta di una scelta che ho compiuto a dispetto del fatto che io abbia ascoltato in origine, dalla voce di mia nonna, la fiaba completa dei tre espedienti del lupo, e che non è dovuta a una mia esigenza di brevità, ma al fatto che un'ottima traduzione italiana della versione lunga è già disponibile in internet nella Children's library, in una bella riproduzione in fac-simile dell'edizione del 1905, comprendente tutte le illustrazioni di Leonard Leslie Brooke.


Ancora questa versione di Lang sembra del resto precorrere, sotto alcuni aspetti, il celebre film di animazione disneyano del 1933. Nel ricercatore scozzese si è infatti già avviato quel processo di epurazione degli aspetti più cruenti della storia che troverà poi in Disney il suo pieno compimento, con i primi due porcellini che si salvano la vita rifugiandosi nella casa di mattoni del fratello più saggio (e non solo più furbo o fortunato, come sembrano suggerire altre versioni della fiaba - e anche questa è una possibile affinità con il cartone animato).
Lang si attirò in ogni caso le critiche di Tolkien. Come scrive Francesca Lazzarato nella sua introduzione ai Sette libri della fiaba:
Secondo l'autore del Signore degli anelli, Lang mostra una forte tendenza a censurare o manipolare la fiaba, la dove è possibile, in funzione moralistica, eliminando tutti i dettagli cruenti e ogni allusione sessuale.
Sarà però, alla fine, proprio il cartone "epurato" disneyano a diventare lo standard per tutte le versioni successive della fiaba, come del resto era stato profetizzato dallo stesso Walt Disney:
Il fatto è che la gente oggi non vuole le fiabe così come sono state scritte. Erano troppo cruente. E, in ogni caso, le ricorderà nel modo in cui noi gliele mostriamo nei nostri film.

* * *


I tre porcellini

Fiaba popolare inglese
Illustrazioni di L. Leslie Brooke, da The Golden Goose Book. Frederick Warne & Co, 1905.


C’era una volta una famiglia di porcellini: la casa era piccola, i figli erano tanti, e alla fine i tre fratelli più grandi decisero di andare per il mondo. Si chiamavano Dennis, Biddy e Rex ed erano porcellini svegli e di buon cuore.
Cammina cammina, arrivarono nella foresta, dove pioveva e tirava vento, e gli alberi piegavano i rami fino a terra. Cercarono di ripararsi come potevano e per non perdersi di coraggio si fecero anche una bella fumata. Avevano una pipa e un fiammifero in tre ma ce n'era abbastanza per tutti!


Dopo un po', passò di là un carro pieno di paglia.
- Me ne daresti un po'? - chiese Biddy al contadino che lo guidava.
- Prendine quanta ne vuoi - disse lui, e regalò al porcellino un bel mucchio di paglia gialla e soffice, che Biddy usò per costruirsi una bella casetta.
Gli altri due fratelli rimasero sulla strada ad aspettare.
A un certo punto, passò di là un carro carico di assi di legno.
- Me ne daresti un po'? - chiese Dennis al falegname che lo guidava.
- Prendine quante ne vuoi - disse lui, e Dennis scelse una dozzina di assi robuste e si costruì una casetta, mentre il terzo porcellino rimase sulla strada ad aspettare.
Finalmente passò di là un carro carico di mattoni.
- Me ne daresti un po'? - chiese Rex al muratore che lo guidava.
- E come no! - disse lui. - Prendine quanti ne vuoi.
Anche il terzo porcellino si costruì una casetta, bella robusta, e ci si chiuse dentro.


Prima di sera si erano sistemati tutti e tre, contenti come pasque. Quand'ecco che qualcuno bussa alla porta di Biddy.
- Chi è?
- Un vecchio amico! Fammi entrare! - risponde una voce.
- No, caro mio - disse Biddy, che aveva riconosciuto la voce del lupo. - Qui dentro non ci metti piede!
- Allora io soffierò e soffierò e soffierò, finché la tua casetta cadrà! - disse il lupo, e soffiò così forte che la paglia volò via. Biddy, però, riuscì a scappare e corse a casa di Dennis, che sprangò la porta e chiuse la finestra.
Proprio in quel momento arrivò il lupo, e bussò alla porta.
- Chi è?
- Un vecchio amico! Fammi entrare, porcellino!
- No, caro mio. Tu qui dentro non ci metti piede!
- E allora soffierò, soffierò e soffierò, finché la tua casetta cadrà! - e soffiò così forte che le assi si scardinarono.

Dennis e Biddy riuscirono a salvarsi appena in tempo e corsero a casa di Rex, che chiuse la porta e sprangò la finestra.
Il lupo soffiò, soffiò e soffiò, ma la casa di Rex era di mattoni, e non volò via.
Allora quel prepotente si arrampicò sul tetto, perché voleva calarsi giù dal camino. Ma Rex e Dennis e Biddy accesero il fuoco nel caminetto, e il lupo cadde giù, proprio tra le fiamme.
Così i porcellini mangiarono arrosto per cena, e del lupo non se ne parlò più.

(Traduzione di Francesca Lazzarato)

* * *

L'illustrazione in alto sotto il titolo è tratta dal volume The Story of The Three Little Pigs.  McLoughlin Bro’s: New York. Ca 1900. Fonte: Elephant's Picture Book

Commenti

  1. Oh Ivano un post bellissimo, esauriente e quel link che hai messo è una delle mie fonti predilette :D :D :D
    Bravo!!!

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    1. Grazie tantissime Ximi per le lodi :))). In realtà non si è mai abbastanza esaurienti, ma un post è pur sempre un post, non un libro :)

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  2. Ciao, a proposito di Cappuccetto Rosso...
    non so se ti può aiutare ma se non ricordo male la versione più antica che si conosca risalirebbe al XIV secolo e nacque in Francia col titolo de "La Finta Nonna". Al posto del Lupo c'era un orco o un orchessa e finisce bene con la vittoria delle due donne senza bisogno di intervento del cacciatore.
    Alcuni studiosi di folklore ipotizzano però che possano essere esistite versioni ancora più antiche in cui Cappuccetto Rosso faceva sempre e comunque una brutta fine, ma su quest'ultima informazione potrei sbagliarmi.

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    1. Sì, anche a me risulta che nelle versioni più antiche Cappuccetto Rosso faccia una brutta fine, ma penso sia molto difficile, se non impossibile, stabilire con esattezza chi interviene, dove e quando nel modificare una tradizione orale. L'aver poi scoperto, come ho scritto, l'esistenza di una versione dei Tre porcellini con una volpe al posto del lupo è stato già abbastanza destabilizzante. Grazie per il commento!

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  3. Beh, questo dimostra che non tutti i personaggi delle favole siano dei mostri di intelligenza... Ti costruisci una casa di paglia?! E con in giro un lupo cattivo, poi! Se ti puzza la vita, dillo!

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    1. In realtà, Marco, è una fiaba molto attuale, visto che c'è chi costruisce scuole con fondamenta di cartone in zone sismiche!

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