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Visualizzazione dei post da 2014
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Juke Box #4: Un abbacinante fluire

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La parola araba 'Hijra' significa 'migrazione, allontanamento' (fonte Treccani), e la si usa per indicare il trasferimento del profeta Mohamed dalla Mecca a Medica nel 622 d.C., che sancì la data d'inizio della storia islamica. La cantautrice canadese Joni Mitchell la prese in prestito per il titolo di un suo album del 1976, - l'ottavo da lei realizzato in studio, e anche, a mio parere, uno degli album più belli in assoluto della storia del rock - perché gran parte delle tracce che lo compongono furono da lei concepite e scritte durante un viaggio in auto coast to coast attraverso gli Stati Uniti. Ed è in effetti difficile trovare un disco di canzoni che più di questo trasmetta l'idea di una progressione tutta distesa in orizzontale, attraverso uno spazio che appare completamente aperto tale è la fluidità con cui vi si inoltrano i fiumi sonori che ne compongono la trama. Ancor più della voce è la chitarra della Mitchell stavolta la vera protagonista, con la…

Juke Box #3: Ballate nere

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Quasi completamente sconosciuto al di fuori dell'area nordeuropea, Dan Andersson (Daniel Andersson, 1888-1920) è stato uno dei più grandi poeti svedesi. La sua raccolta poetica più famosa, Svarta ballader (Ballate nere), è stata pubblicata nel 1917.
Prima che la morte prematura - avvenuta per avvelenamento da acido cianidrico in una stanza d'albergo non areata a causa della negligenza di alcuni inservienti - mettesse fine alla sua vita, aveva cominciato lui stesso a trasformare in canzoni, con musica scritta di suo pugno, le poesie della raccolta.
Questo compito è stato poi portato avanti, nei decenni successivi, da molti altri musicisti. Tra questi Sofia Karlsson, la cantante che interpreta i due brani che vi presento oggi e che si è subito imposta, fin dal suo album di debutto del 2002, Swedish folksongs, come una delle più importanti autrici e interpreti della scena musicale svedese contemporanea. Svarta Ballader, interamente dedicato alle poesie di Dan Andersson, è il suo sec…

Juke Box #2: Col tempo...

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Come credo molti di voi sappiano, Franco Battiato ha pubblicato tra il 1999 e il 2008 tre pregevoli album di cover, in questo ordine: Fleurs 1, Fleurs 3, Fleurs 2. Le due canzoni che presento oggi sono tratte rispettivamente da Fleurs 2 (2008) e Fleurs 3 (2002) e hanno il comune denominatore del passato.
Molto diverso è però l'approccio al tema nei due brani.
La musica muore è la rievocazione autobiografica degli anni della giovinezza del suo autore, Juri Camisasca, uno dei protagonisti dell'avanguardia musicale italiana degli anni '70 e cantante dotato di una delle voci più calde e magnetiche della nostra scena. Appassionata e nostalgica celebrazione dell'era dei grandi concerti rock e della vita in perenne movimento contrapposta all'immobilità del presente, il brano in questa versione è interpretato a due voci, da Battiato e dallo stesso Camisasca.
Col tempo sai, canzone celeberrima di Leo Ferrè, terribile è bellissima, è invece il lucido, quasi cinico, bilancio di …

Juke Box #1: Mezzogiorno sulle Alpi

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Lungo ritorno a casa e La recessione sono le due canzoni di Alice con cui ho scelto di inaugurare l'Operazione Juke Box, una serie di post musicali che, come ho annunciato nei giorni scorsi, ci terrà compagnia di qui all'epifania. Entrambe le canzoni sono tratte da uno stesso disco della cantante forlivese: Mezzogiorno sulle Alpi, un raffinatissimo album del 1992 che vede nell'organico strumentisti del calibro di Gavin Harrison alle percussioni e Paolo Fresu alla tromba.
Come ho spiegato altrove, l'O.J.B. è nata dalla mia volontà di mantenere vivo questo spazio anche nel periodo natalizio, ma con dei post leggeri, che mi lasciassero il tempo di occuparmi di altri aspetti del blog che ho negletto nel corso di questo primo anno. Questo non vuole però significare che io consideri tutto ciò un semplice riempitivo, altrimenti avrei preferito di gran lunga prendermi una pausa dalle pubblicazioni.
La prima delle due canzoni di questo post, per esempio, io la considero un po'…

Ô saisons, ô châteaux! - I miei Auguri di Buone Feste in Musica

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Dopo un paio di tentativi insoddisfacenti, mi sono infine deciso a utilizzare anche per questo post augurale la stessa formula che usai lo scorso aprile, in occasione delle festività pasquali. Approfitterò cioè di nuovo di quel poco che è sopravvissuto della mia passata attività musicale per offrire, per la seconda volta, degli auguri in musica. Come il precedente Dans une magnifique demeure, anche il breve estratto che presento oggi, Ô saisons, ô châteaux!, proviene dal mio vecchio progetto di teatro-danza su Arthur Rimbaud. Stavolta però il brano è cantato e al pianoforte si aggiunge una voce femminile. Naturalmente rimando al vecchio post con gli Auguri di Buona Pasqua in musica chi di voi ad aprile non era ancora tra i miei lettori. Per l'ascolto del brano, certo, ma anche per i dettagli tecnico-musicali, compreso le ragioni della cattiva qualità audio.
Conclusa questa breve premessa, non mi resta adesso che lasciarvi all'ascolto dei miei nuovi AuguridiBuoneFeste, che si prol…

Riposo dolce riposo?

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Il Natale è alle porte e molti blogger già si sono abbandonati placidamente al flusso della corrente rallentata di questo periodo prefestivo. C'è che si concede post 'leggeri' e chi fa bilanci. Nessuno, almeno tra quelli che seguo, ha ancora abbassato del tutto la saracinesca, ma è chiaro che più di uno si appresta a farlo. Anch'io mi prenderò qualcosa di somigliante a una pausa, e per di più lunga tutto il periodo delle festività, ma sarà appunto una similpausa. Per almeno due motivi.
Prima di tutto mi dedicherò a mettere un po' di ordine. Nell'ultimo periodo in particolare, ho avuto molti impegni e tutto il tempo che ho dedicato al blog l'ho dovuto riservare alla stesura dei post trascurando tutto il resto. Le pagine statiche per esempio, le ho lasciate andare alla deriva in un modo che posso solo definire definire 'scandaloso'. Quindi, compito numero uno: dare una veste definitiva alle pagine statiche e aggiornarle tutte al post più recente. Ma anc…

Sogni e scambi di Natale - Il mio Sogno

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Sto partecipando a una nuova iniziativa per blogger, una delle tante scaturite da quell'inesauribile fucina di idee che è Ximi Blogghidee:



I passi da fare sono, nell'ordine:
dare la propria adesione sulla pagina apposita (dove trovate anche il regolamento completo);invitare due persone delle proprie cerchie a unirsi all'iniziativa;postare nella stessa pagina il sogno che vorremmo realizzare;scegliere il sogno espresso da uno degli altri partecipanti e pubblicizzarlo sul proprio blog (o pagina G+) con un post apposito.
Devo dire che all'inizio avevo guardato all'idea con una buona dose di sospetto, per il suo essere collegata al discorso natalizio e il Natale è una festa che ha smesso da anni di esercitare su di me il suo fascino. Mi è bastato però fare un giro nella pagina per sentirmi subito coinvolto e iniziare a pensare al sogno che avrei voluto realizzare. Diventare uno scrittore professionista, d'accordo, ma questo non lo considero un vero sogno perché è già …

Solve et Coagula - Pagina 98

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Capitolo 8 - parte 8
«Persi poi la cognizione del tempo, e non ho idea di quanti minuti o ore trascorremmo in completo silenzio, in attesa che l'allucinogeno cominciasse ad avere affetto su di me. Avevo chiesto a Maurizio di cominciare a leggere ad alta voce il racconto di Ray Bradbury, non appena si fosse accorto che avevo iniziato il viaggio. E fu quello che fece. Io da parte mia cercavo di prestargli la massima attenzione e per un po’ le parole mi suonarono familiari». «Per un po’?» gli chiese Luisa, approfittando di una breve pausa nel racconto. «Sì, perché da un certo punto in poi cominciai a non riconoscere più la storia. Le frasi, a volte le singole parole, erano staccate tra loro. E dopo un altro po’ cominciarono a trasformarsi, le parole voglio dire… non erano più suoni e basta, ma delle specie di filamenti colorati pulsanti, sonori e luminosi insieme, che sembravano riguardare tanto la mia vista quanto il mio udito. Osservavo questi filamenti allontanarsi da me in direzione…

Bathory III: Thurzo (Prima parte)

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György Thurzó è, dopo Ferenc Nádasdy e la strega Darvulia, l'ultimo dei tre personaggi con cui il regista Juraj Jakubisko ha scelto di personificare le tre zanne - di lupo o di drago - che compongono lo stemma della casata Báthory. Tre zanne che lacerano, ciascuna in modo diverso, la vita di Erzsébet e scandiscono le fasi principali della sua ascesa e della sua caduta. Lo stesso Ferenc, del resto, se da un lato eleva la contessa a un rango anche superiore a quello di nascita, dall'altro si connota come un marito assente che consegna la contessa a un destino di noia e solitudine.
In quanto a Darvulia, il film gioca sull'ambiguità e sui vuoti della cronaca storica per lasciarci nell'incertezza, riguardo alla sua natura e al suo operato. Su una cosa tuttavia film e cronaca concordano: la morte la colse prima del precipitare definitivo degli eventi e non poté quindi assistere in prima persona alla caduta di Erzsébet. E neanche poté essere processata come lo furono le altre…

Scrivere fumetti: la mia esperienza personale /2

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Il titolo che ho scelto per questa nuova breve serie di post è in realtà un po' fuorviante. Nel senso che sarebbe stato più corretto porlo in questi termini: Scrivere graphic novel: la mia esperienza personale. La differenza? A mio avviso è soprattutto una: mentre nel fumetto il testo esterno ai dialoghi è ridotto ai minimi termini e le descrizioni ambientali e degli stati interiori dei protagonisti sono affidati quasi esclusivamente al disegno, nella graphic novel il testo occupa un certo spazio anche al di fuori dei contorni dei balloons. In altre parole, la graphic novel ha una maggiore affinità con il racconto e il romanzo rispetto al fumetto, che ha un linguaggio di tipo più cinematografico. A dimostrazione, quella che segue è la tavola 7 di Dreamtime Returns, che è anche, come ho scritto nel post precedente, l'ultima del mio progetto a disporre di uno storyboard.

Il flashback che ha occupato per intero le pagine 5 e 6 si è interrotto e la linea narrativa ha fatto ritorno al …

Solve et Coagula - Pagina 97

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Capitolo 8 - parte 7
Usciti satolli dal Queen’s Head, i due amici indugiarono per un po’ nei dintorni del ristorante, a godersi il sole pomeridiano e continuando a parlare del più e del meno. Poi, a un certo momento, decisero che era tempo di rifare all’indietro le sei miglia che separavano Blyford da Dunwich. «Abbiamo ancora qualche ora da riempire» disse Maurizio all’arrivo alla macchina. «Ci diamo al birdwatching?». Ma Massimo, a differenza dell’amico, non era di umore scherzoso. «Io sarei per tornare subito a Londra». «E dire addio allo spettacolo?» replicò l’altro. «Stai scherzando, spero. Sai cosa faremo invece? Ci stenderemo da qualche parte e passeremo il tempo a raccontarci barzellette e a parlare di cose divertenti. Non voglio che entri nel trip così di cattivo umore, potresti vedere davvero i sorci verdi».

Quali sono i vostri blog preferiti?
2014 edition.

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Ed eccomi adesso alle prese con una mostruosa creatura sfuggita al controllo del suo creatore. No, non parlerò del mostro di Frankenstein, o di altri mostri come quello dell'immagine qui sopra, ma di un post sui blog preferiti del 2014 scritto in origine da Nick Parisi del blog Nocturnia e che alcuni blogger senza scrupoli, ai quali mi aggrego, hanno trasformato in meme. Vi invito naturalmente a leggere, prima o dopo la lettura di questo post, l'articolo originale di Nick, che ha anche fatto il pieno di commenti. E proprio attraverso i commenti scoprirete anche a chi va di diritto la corona di blogger dell'anno (Moz, vi dice qualcosa?).
Ora, io a questo punto mi sarei anche trovato nelle peste, perché i blog che avrei voluto nominare sono davvero tanti, troppi. Per fortuna i 'meme' sono di solito provvisti di regole e capita talvolta di potervi trovare soccorso (e poco importa che nel caso del presente 'meme' le suddette regole siano in gran parte facoltative…