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Solve et Coagula - Pagina 28





Capitolo 3 - parte 3


Giulia annuì: «La moglie di Miller, June, era bisessuale, ma Anais Nin alla fine concluse di non esserlo e che i motivi della sua attrazione erano altri e confinati a quell’unica donna».
L’attenzione di Luisa era a quel punto salita alle stelle: «E come ha fatto a capirlo?».
«Andando oltre l’apparenza» rispose l’amica «ma in qualche modo c’entra anche la psicanalisi».
«Non riesci a essere un po’ più precisa?».
«Cosa pretendi, che mi ricordi tutto quello che leggo? Se sapevo che era di questo che volevi parlarmi mi sarei portata i primi due volumi del Diario».
«Non vorrei proprio essere costretta ad andare in analisi» commentò Luisa preoccupata.
«Facciamo così» continuò Giulia «appena torno a casa mi metto a frugare tra le pagine del Diario e, se trovo qualcosa di utile, te lo invio per posta elettronica. Che ne dici?».
«Dico che mi sembra un’ottima idea, grazie… E tu che ne dici se andiamo?».
«Per me va bene».
«Allora, mia cara Giuli, aspettami all’uscita. Oggi naturalmente offro io. Sai che, per merito tuo, mi sento più leggera di prima nonostante i pasticcini?».

Fuori non faceva molto freddo, ma era sceso il crepuscolo e piovigginava. Camminarono comunque per un po’ in silenzio, ognuna immersa nelle sue riflessioni, finché Giulia non si decise a dar voce a una considerazione che, immaginò Luisa, doveva frullarle in testa già da un po’.
«Volevo sapere, Lu, se hai notato una cosa…».
«Che cosa?».
«Mi hai detto che il tuo primo attacco di desiderio per Alessandra è stato al ritorno dalla conferenza sui tarocchi, giusto?».
«Giusto».
«Mentre la seconda volta, se non sbaglio, è stato pochi giorni fa al ritorno dalla casa di Fabrizio, è così?».
«Sì».
«Bene, non trovi una curiosa coincidenza che le uniche due volte in cui hai provato desiderio per la tua inquilina coincidano con le uniche due volte in cui hai veduto Fabrizio?».
Luisa scosse la testa: «Cosa vorresti insinuare?».
«Non voglio insinuare niente. Dico solo che è una curiosa coincidenza».
«Che fai? Prima lanci la pietra poi nascondi la mano?» ribatté Luisa «Quello che vuoi dire in realtà è che il mio desiderio per Alessandra non è altro che un surrogato di quello che proverei in realtà per Fabrizio?».
«Qualcosa del genere» ammise Giulia esitante «ma non ti sarai mica offesa?».
«Cioè, detto in altri termini» continuò Luisa, ignorando la domanda «io non avrei il coraggio di riconoscere i miei veri sentimenti per Fabrizio e li dirotterei su Alessandra che come parafulmine della situazione è l’ideale: non si lamenta, non protesta…».
«Ma neanche recepisce il tuo supposto interesse né lo ricambia» la interruppe Giulia, decisa a sfidare l’eventuale arrabbiatura dell’amica «ed è soprattutto questo, per usare le tue parole, che fa di lei il parafulmine ideale».
«Ma è un controsenso assoluto» esclamò Luisa «è come dire che miro a sinistra per colpire a destra o viceversa».
«Sarà anche così» replicò Giulia «ma è fuor di dubbio che spesso ci sfuggono le vere motivazioni nascoste dietro i nostri desideri».

(Il dedalo delle storie, 1 ottobre 2013)

Commenti

  1. Bell'analisi, quella di Giulia, ma io più che a Fabrizio lo avrei collegato alla presenza dei tarocchi...

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    1. Chissà, forse Giulia non si è spinta abbastanza a fondo nella sua analisi... ;-)

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