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Solve et Coagula - Pagina 24





Capitolo 2 - parte 12


«È ora di andare. Che ne dici Giuli?» disse all’improvviso, approfittando della pausa di silenzio.
«Di già? Non vi ho ancora mostrato la mia stanza…» protestò timidamente Fabrizio.
«Siamo venute per vedere i quadri, non le stanze» replicò Luisa.
Giulia, a sua volta colta alla sprovvista dall’iniziativa dell’amica, ebbe una reazione un po’ seccata: «Non darle ascolto, Fabrizio, vedremo volentieri la tua stanza».

Poco più di mezzora dopo, le due ragazze erano già in macchina e sulla strada del ritorno.
«Non riesci proprio a essere un po’ gentile?» furono le prime parole di Giulia dopo una lunga pausa silenziosa.
Luisa si aspettava il rimprovero e ribatté: «Non so che farci, a me quel tipo dà sui nervi».
«Secondo me è perché sei prevenuta nei suoi confronti» replicò Giulia «e senza motivo, perché lui non ha nessuna colpa di quello che è successo la sera della conferenza, come non ne hai tu. Ma, mentre è chiaro che per lui è acqua passata, per te sembra che non sia affatto così».
Luisa rimase per un po’ immersa nei suoi pensieri, poi si decise a ribattere ancora all’amica: «Se come dici tu per lui è acqua passata, perché con me si comporta diversamente da come si comporta con te?».
Giulia la guardò stupita: «Adesso mi diventi anche paranoica? A me sembra si comporti nello stesso identico modo con te e con me».
«Sarà anche vero, ma mi auguro in ogni caso di non rivederlo troppo presto».
«Hai promesso di tornare per quando avrà completato l’Arcano XV… non vorrai tirarti indietro, spero. A proposito, secondo te è un autoritratto?».
Lì per lì Luisa rimase disorientata ma poi capì, dal tono della voce ma anche dall’espressione del volto, a cosa l’amica si stesse riferendo. E si lasciò, suo malgrado, anche sfuggire un accenno di risata prima di rispondere: «Come posso saperlo? Mica ho la vista a raggi X! Comunque, se ci tieni a scoprirlo, per quanto mi riguarda hai campo libero. Anzi, all’occorrenza sarò anche collaborativa, purché da una distanza di sicurezza. Diciamo…».
«Diciamo che corri troppo per i miei gusti» la interruppe Giulia «in ogni caso, per essere un artista così bravo, non è molto intuitivo».
«Che vuoi dire?».
«Be’, ti ha definita una persona con i piedi per terra. È come dire…».
Si interruppe all’improvviso. Erano ormai arrivate a poche decine di metri da casa di Luisa e indicò proprio in direzione del suo condominio.
«Hey, non è la tua inquilina quella? Cioè, vedo un contrabbasso con le gambe, quindi deve essere lei».
«Non è un contrabbasso, è un violoncello» la corresse Luisa.
«Qualunque cosa sia non è certo il suo strumento» commentò l’altra «una così dovrebbe suonare il flauto o al massimo il mandolino. Hai idea di come vada a scuola?».
«Non ne so molto, ma credo bene» rispose Luisa «a suo dire tiene anche dei concerti».
«Sul serio? Non è che ti sta prendendo per il naso?».

(Il dedalo delle storie, 23 settembre 2013)

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