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Insieme raccontiamo 30 - 2122: i sopravvissuti

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Con questo post rientro nei ranghi e riprendo a partecipare alla bella iniziativa di Patricia Moll (qui il post di lancio sul blog Myrtilla's House) dopo alcuni mesi di pausa. Nella speranza che sia di buon auspicio a che riprenda fiato la sezione narrativa del mio blog, anche se trovo prematuro proporre una valutazione così ottimistica della situazione. Mi accontento, per il momento, di questo piccolo nuovo passo, che alcuni di voi, almeno gli esperti del genere, avranno intuito essere anche un modestissimo omaggio a un vecchio classico del cinema di fantascienza, un film del 1973 intitolato, da noi, 2022: i sopravvissuti (mentre il suo titolo originale è Soylent Green). Per ragioni di verosimiglianza, ho posticipato tutto di un secolo e tenuto conto della rivoluzione informatica successa nel frattempo, ma spero di essere riuscito lo stesso a conservare almeno una goccia dello spirito originario del film.



Ho scelto, anche stavolta, di adottare la formula 200/300 parole, senza però…

Alice in Wonderland o delle Sei Cose Impossibili

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E adesso? Adesso che cavolo scrivo? Ecco la mia reazione a caldo davanti a questa pagina bianca (o grigio scura) che dovrebbe esser riempita nientemeno che da un elenco di "sei cose impossibili". Siamo, per chiarire, dalle parti di un meme, o tag che dir si voglia, in cui sono stato coinvolto dall'amico blogger Roberto Nicolini del blog OpinioniWeb-xyz. La nomina, o S-TAG-giata come l'ha definita lui, risale in verità a una quantità spropositata di tempo fa, precisamente all'ottobre 2017, ma rimanda e rimanda mi trovo solo ora a provare a cavarne fuori qualcosa. "Provare" è la parola giusta, visto che ho stavolta la netta sensazione di trovarmi davanti a qualcosa di più difficile del solito. Per fortuna, almeno il nome del meme mi suona bene: Alice in Wonderland. E mi invoglia a procedere nonostante tutto. In fondo, come si fa ad astenersi dal partecipare a un meme/tag che omaggia nel nome una delle tue opere letterarie preferite?
Orsù, dunque, bando alle…

Incantesimi cinemusicali /9: Inhibition

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Tornano sul blog, a nessuna richiesta, gli Incantesimi cinemusicali, e lo fanno con un titolo, Inhibition, che appartiene a quel numero imprecisato di pellicole che mi hanno catturato fin dalla prima visione e richiedono che ogni tot di tempo io torni a immergermi in loro. Sebbene, forse, nel caso specifico di oggi, più che di "Incantesimo cinemusicale" si dovrebbe parlare di "Incantesimo cinemusicalpoetico". Vedremo presto perché, ma c'è prima da spendere due parole sul film.
E comincio col dire che siamo, con Inhibition, in piena exploitation anni '70, dalle parti cioè del mio genere e periodo di cinema preferiti, quello degli anni eroici del fumo di sigaretta libero sullo schermo e in sala. Ma sebbene per un verso perfettamente inserito in questo panorama, Inhibition è anche opera singolare, che vi si erge allo stesso tempo come un unicum. Già la sua origine, del resto, lo designa come tale: film d'esordio alla regia di Paolo Poeti, e unico suo vero f…

The Studio - Quarto intermezzo: Il Signore della giungla nascosta /2

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Quando, nel luglio 1974, mi diressi, come di consueto, all'edicola sotto casa e vi acquistai il numero 33 della collana Gli albi dei supereroi, il nono a ospitare le avventure di Conan il barbaro, non sapevo ancora che da quel momento in avanti il mio modo di guardare al fumetto sarebbe mutato per sempre. La storia di apertura dell'albo, La notte dei giganti (The Frost Giant's Daughter), era ancora una di quelle tratte dai racconti di Robert Ervin Howard, il creatore di Conan, e al suo timone vi erano Roy Thomas ai testi e Barry Smith ai disegni. Proprio i disegni rappresentavano ai miei occhi una svolta, diversi com'erano da tutti gli altri che conoscevo, compreso quelli realizzati in precedenza dallo stesso Smith.
Fu con queste parole che io esordii, oltre due anni fa, nel primo post di questo lungo viaggio che ho battezzato "The Studio". Tutto vero, ma devo ora anche aggiungere che già circa un anno prima avevo avuto un'altra folgorazione, in tono minor…

The Studio - Quarto intermezzo: Il Signore della giungla nascosta /1

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Tra l'ottobre 1936 e il giugno 1937, cioè in piena "era pulp", viene pubblicata, per soli tre numeri, una rivista intitolata Ka-zar the Great, con all'interno tre romanzi brevi a firma di Bob Byrd che narrano le imprese di un emulo di Tarzan chiamato appunto Ka-zar - il Signore della zanna e dell'artiglio, a quel che recita il titolo della storia introduttiva. L'ispirazione a Tarzan è talmente palese che l'autore o gli editori neanche si preoccupano che l'ultimo dei tre romanzi porti praticamente lo stesso titolo di un romanzo di Edgar Rice Burroughs uscito otto anni prima: The Lost Empire contro Tarzan and the Lost Empire. Inoltre, come Tarzan viaggia accompagnato dal fedele Jad-Bal-Ja, il leone d'oro, anche Ka-zar viaggia in compagnia di un leone, Zar, che gli ha salvato la vita in giovane età e lo ha adottato come fosse un suo cucciolo. Il nome Ka-zar significa appunto "Fratello di Zar".
E dico anche, a questo punto, che non ho letto n…

The Studio - Quarto intermezzo: Le peripezie (editoriali) di Conan il barbaro /4

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Dopo le due storie pubblicate sui primi tre numeri di Savage Tales, The Frost Giant's Daughter e Red Nails, è la volta, nel numero 4, di The Dweller in the Dark!, terza e ultima storia del duo Roy Thomas e Barry Smith a vedere la luce sul magazine. La sua data di realizzazione è tuttavia precedente a quella di entrambe le altre due storie citate, trattandosi di una storia già apparsa, nel dicembre 1971, sul numero 12 di Conan the barbarian, la serie regolare a colori dedicata alle avventure dell'eroe cimmero. Un passaggio abbastanza raro quello dal colore al bianco in nero, almeno rispetto alla scelta, più consolidata, di riproporre nel tempo a colori cose apparse in origine in bianco e nero. Ma The Dweller in the Dark! si prestava benissimo all'operazione, per almeno due motivi. Primo, Barry Smith aveva non solo disegnato le 16 pagine della storia, ma se le era anche inchiostrate da solo (come avrebbe fatto in seguito in altre tre occasioni, le già citate The Frost Giant&…

The Studio - Quarto intermezzo: Le peripezie (editoriali) di Conan il barbaro /3

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Se, come ho scritto nel post precedente, il secondo numero di Savage Tales offre un menu ricco, il terzo numero non è comunque da meno, sia a livello di fumetti che di articoli. Riguardo i primi, tolto un trascurabile breve racconto a firma Stan Lee e John RomitaThe Fury of the Femizons, su una società del futuro dominata da una sorellanza guerriera femminile, il resto delle pagine è tutto dedicato, e il che non è certo un male, alla prosecuzione e conclusione del lungo e bellissimo Red Nails di Roy Thomas e Barry Smith. Mentre, tra gli articoli, sono da citare almeno quello di Roy Thomas intitolato Red Nails in the Sunset, sulle tre illustrazioni diH.D. Delay a corredo della prima apparizione del racconto di R.E. Howard su Weird Tales (Chiodi rossi al tramonto, entrato anche a far parte del contenuto del primo volume della collana Hachette "Chiodi rossi"), e un articolo a firma di Jim Steranko, sul suo progetto di una serie a fumetti con protagonista un barbaro in perfett…