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The Studio Section Four - Jeffrey Catherine Jones /8

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Ho concluso il Terzo Intermezzo di The Studio, dedicato alla bizzarra e affascinante vicenda di Luana la figlia della foresta vergine, con la felice notizia di una collaborazione tra Jeff Jones e Richard Corben. Succede infatti, nell’aprile 1974, che Jones ritorni sulle pagine di Vampirella con due nuove storie, in un momento in cui la rinata Warren Publishing ha deciso di sperimentare con il colore (e viene anche spontaneo chiedersi quanto l'avere Richard Corben tra i cavalli di razza della propria scuderia possa avere influito su questa scelta). Nel numero 31 di Vampirella gli allucinati colori della tavolozza di Corben si erano riversati sulla pubblicità di Luana; nel numero 32 su due storie scritte e disegnate da Jeff Jones: Harry e Dead Run.
Delle due storie, la prima ha l'aria di un tentativo di fondere, nelle sue sei pagine, le atmosfere rarefatte di Idyl con l'horror classico warreniano; la seconda, di appena due pagine, è un fantasy-horror che poco aggiunge al già …

Solve et Coagula - Pagina 163

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Capitolo 3 /6
La possibilità, paventata da Massimo, che il lutto per la morte del padre avrebbe trattenuto Paula dal godere dei piaceri del sesso, si dimostrò infondata fin dalla prima notte che trascorsero insieme nell’albergo di Rouen. In realtà non gli fu neanche troppo difficile riconoscere, a posteriori, cosa davvero vi fosse dietro l’elaborazione di quella sua “teoria del lutto”: una scappatoia per non soffrire troppo nell’eventualità che Paula gli si fosse negata. Non dipende da me, avrebbe sempre potuto dirsi, ma dalla recente scomparsa del padre ed è una scelta, la sua, che io sono perfettamente in grado di comprendere e rispettare. Sapeva in ogni caso di potersi considerare fortunato, per non essere stato costretto a verificare sulla sua pelle quanto a lungo avrebbe potuto perpetuare una simile illusione prima che questa si infrangesse contro la nuda realtà dei fatti.

Trilogia delle Madri /12: Sulla via di Eleusi

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Inno omerico a Demetra
314-319:

Dapprima, egli incitò Iride dalle ali d'oro a chiamare Demetra dalle belle chiome
che ha molto amabile aspetto. Così disse,
ed ella a Zeus dalle nere nubi, figlio di Crono, obbediva;
e corse con passi veloci attraverso lo spazio.
Venne alla rocca della odorosa Eleusi,
e trovò nel tempio Demetra dallo scuro peplo; [...] (R.F.)

Innanzi tutto incitò Iride dalle ali d'oro a convocare Demetra dalla bella chioma,
dal molto desiderabile sembiante. Così disse,
e essa obbediva a Zeus dalle nuvole nere, figlio di Kronos,
e corse dall'uno all'altro luogo con piedi veloci
e giunse alla rocca di Eleusi profumata,
e trovò nel tempio Demetra dal peplo scuro [...] (A.T.)

347-351:

«O Ade dalla chioma color porpora, che regni sui morti,
Zeus, il padre, mi ordina di condurre fuori dall'Erebo, fra gli dei,
l'augusta Persefone, affinché la madre
rivedendola coi suoi occhi ponga fine al rancore
e all'ira inesorabile contro gl'immortali; [...]» (R.F.)

"O H…

Trilogia delle Madri /11: La Prima Madre nella visione di Rudolf Steiner

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Morte è quanto vediamo da svegli;
quanto vediamo dormendo, sogno.
Eraclito, Dell'Origine [fr. 90]

1413 e.v. Secondo l'insegnamento di Rudolf Steiner questa particolare data segna l'inizio della quinta era post-atlantidea, la nostra. Ma è anche l'inizio di un cambio di paradigma che si svolge all'insegna di un capovolgimento di prospettiva: il mondo interiore della coscienza, che fino ad allora aveva costituito la realtà primaria, ed era stato il principale campo di indagine, diviene una realtà secondaria; il mondo fisico esteriore, considerato fino ad allora una realtà secondaria, diventa la realtà primaria e il nuovo principale oggetto di studio. È una constatazione fondamentale, questa, per capire la particolare interpretazione che Rudolf Steiner dà della natura delle Madri.

The Studio Terzo intermezzo: Luana la figlia della foresta vergine

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Una giovane donna assolda una guida per ritrovare il padre scomparso anni prima con il suo aereo in Africa. Mentre la spedizione di ricerca si muove nella giungla, una ragazza selvaggia li osserva e li studia di nascosto...
Domanda: Cosa c'entra con The Studio una tarzanata italica al femminile degli anni '60, primo dei due soli film diretti da Roberto Infascelli, autore di cinema di genere morto prematuramente, all'età di trentotto anni, in un incidente d'auto?
Risposta: Molto poco, lo ammetto, eppure abbastanza da poter entrare a far parte, se non della serie principale, almeno di uno degli intermezzi di The Studio. Vediamo come e perché.

The Studio Section Four - Jeffrey Catherine Jones /7

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Abbiamo visto, nei due post precedenti, come gli anni tra il 1972 e il 1975 - anni coincidenti per Jeff Jones con il suo esilio, dapprima convinto poi sofferto, nella campagna di Woodstock - siano stati accompagnati per tutta la loro lunghezza dall'esperienza di Idyl - ovvero, per dirla con le parole dell'artista, "dall’anarchia di un mondo di intuizioni libere dall’intelletto". Mentre un'altra serie, non troppo lontana per concezione, Jones Touch, aveva avuto vita molto più breve. Dobbiamo adesso considerare, anche per questi tre anni trascorsi lontano da New York City, l'altra faccia dell'artista: quella legata, fin dagli esordi, ai mondi della fantascienza, del fantasy e dell'horror.

Tutto inizia da Z, o da C

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Per me tutto è iniziato da C. Da Christina Ricci. Non avevo minimamente indagato in anticipo sulla natura della prima, e per ora unica, stagione di Z: The Beginning of Everything, e se ho deciso di vedere i dieci episodi che la compongono è stato solo per la presenza dell'attrice tra i protagonisti. E neanche sapevo, prima di iniziare la visione, che il ruolo di Christina è quello principale della serie.La misteriosa lettera Z del titolo, e questo lo si scopre fin dalle scene iniziali dell'episodio pilota, sta infatti per Zelda, che è il nome della figura femminile, interpretata da Christina Ricci, al centro della vicenda. Le stesse scene lasciano poi intendere che ci aspetta la storia di una giovane donna dai comportamenti anticonvenzionali, e che, a giudicare dall'acconciatura dei suoi capelli e dal costume da bagno che indossa, i tempi chiamati in causa sono gli anni '20 del Novecento, o i loro immediati dintorni. Non so ancora se si tratti di una storia vera o dell…